Rassegna storica del Risorgimento
CANT? CESARE ; CANT? IGNAZIO
anno
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1929
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pagina
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171
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1 fratelli Canta e il Risoryvmcnio ìtaimno i~t
invece, infondati La giustizia, questa volta, trionfò degli intrighi e delle raccomandazioni: La questione della cattedra (scriveva, mettendosi l'animo in pace) è stala risolta a prò di Achille Mann", mio buon amico, e foMon che già da due anni faceva il supplente (75).
Nei frattempo il Canni aveva veduto, in qualche modo, soddisfatta la sua vanitil letteyariaj la quale era tale e tanta, che il Ricci, secondo la definizione datane la un amico, ebbe una volta a chiamarlo, in confidenza., un palloncino ad aria rarefatta (761: Sono occupato questi giorni da nove incombenze (così informava il Ricci, tutto in sé stesso esaltandosi). Da Vienna è venuta la nomina per mio fratello e per me di Membri effettivi della nostra grave e studiosissima Accademia delle Scienze e Lettere, onore immeritato che ci mette al contatto colla più profonda dottrina lombarda. Per di più mio fratello ne fu fatto Segretario, io Ispettore: cariche? annuali, ina faticose. Ora siamo tutti occupatissimi per giudicar memorie scentifiehe da premiarsi con medaglie ; e le memorie KOU moite e i giudizi debbon essere solleciti (77).
Ignazio Cantù ed Angelo Maria Ricci, come s'usa tra amici, si comunicavano a vicenda le notizie relative alia loro attinta letteraria. H Cantù, dunque, dopo avere, nella sua piccola autobiografia, enumerate all'amico le molte opere-[pubblicate fino al 1838. non mancò, a mano a mano che scriveva qualche opera nuova, di annunziargliela prima e d'inviargliela, dopo, in dono. Così fece del Marchese Anwilìale Porrone, storia milanese del secolo XVII (Milano, Borroni e Scotti, 1842-43), romanzo storico del genere de' Promessi Sposi, e contemporaneo di questo gran libro (781. che ebbe la fortunali fl'essere adattato al teatro, tradotto in tede-SÉ' (!79) e soprattutto di piacere al Manzoni i Anche Manzoni me ne mostrò l'aggradimento (80). Così del Panteon Pittoresco (Milano, Borrorri. e Scotti, 1844) sopra ricordato, e dell'altro romanzo,
(76) TI med. al medi.:; 17 marzo 18*7.
(tf6) Ang. M. Ricci a D. Pietro Anzuinl, suo agente In Roma; 8 giù gno Ì8.
(77) r. Canto: ad Ang. M. Ricci ; nenza data, ma del giugno Ilfi. fltjjft Il medi, al med,; U luglio 1842,
(79) Il med. al med.; senza data, ma del 1847.
CSOj li uied. al meti.; 80 gennaio 1844. - Vedi A. MANZONI* Epistolàri* raccolto e annotato da Gio. Sforza (Milano, 1883), voi. il, n. 200.