Rassegna storica del Risorgimento

CANT? CESARE ; CANT? IGNAZIO
anno <1929>   pagina <173>
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/ fratelli Canti) e 11 ttfaorgimènto Italiano
M senifllre ràìvè.
Mal riscontro non die:
Manzoni Oonte, Oàvalìer non è.
H Diavola,, tajopày mi aveva tentato: a fa.we una lettela a lui diretta, e impostarla quest'oggi. Ma ho saputo resistere. L'avrebbj certo a male, ed io non amo d'offender persona (84) . Quando il Cantù conobbe: lrrata opinione del iKefi; ;s*aflirettò a disingan­narlo, scrivendogli ; . uSJell'ultima sua esce in un'espressione con­tro Manzoni che vuol esser corretta in nome della religione e della merita. Ella dice esser gitana costì che Manzoni abbia l'orgoglio dei-P-Alfieri, filila di più falso: io non so dove si possa trovar mag­gior timidezza, maggior umiltà che in Manzoni. Nelle conversa-adoni è l'uomo più impacciato ; deboluccio di salute, non istà quasi mai che opiel senoJ della famiglia; studioso all'accesso sa roba da insegnar a tutto il mondo, ma non parla di studii che nel circo-letto degli amici. Religioso sino allo scrupolo è l'esempio, il mo­dello della sua parrocchia. Una protestante che egli spose, divenne per istanze e persuasioni di ini cattolica (85), e morì come santa. In una parola è il più religioso, il più umile milanese. Non è esa­gerazione, ma glielo può attestare chiunque. Pensi dunque qual meraviglia facessero a me le parole di V. S. e come le notizie si -svisino andando lontano; dalla sorgente. La prego quindi per cariti -a rettificar questo giudizio (86) . H Ricci, al legger queste parole, .si ricredette pienamente ; onde il Cantù : Godo (gli scriveva) che Ella abbia rettificata l'opinione intorno a Manzoni (87) . H Ricci, nell'ultimo decennio della sua vita, fu travagliato da gravi sven­ture domestiche e il Cantù, a consolarlo in qualche modo, gli por-tava l'esempio del Manzoni che, per sventure domestiche, non aveva pari : Il povero Manzoni è sempre colmato di nuovi dolori,, pochi mesi fa perdette due bambini neonati; questa settimana sua figlia, ina ri tata col conte Trotti morì anch'essa. E così questo pò­vero uomo di virtù cosi atra ordinari e perdette in pochi anni tre figlie, tutte maritate, con figli, la prima moglie, la madre, due
(84) L. Mancini al meùV; Jfcìifeifóe, 5 settembre 1839,
(85) Veramente le cose andarono tatto all'opposto.
(80) I. Cantù ad Ang. M. ttiecl; 20 novembre 1880. - Una parte di quo sto passo fu pubblicata dal FicoartLi. op. clt., pag. 48. (87) 31 roed. al med.j 1 gennaio 1840,