Rassegna storica del Risorgimento

CANT? CESARE ; CANT? IGNAZIO
anno <1929>   pagina <185>
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bire per la gloria del hviulttH a, MMatoj ma parlate cosi spontaneo, che quasi voglio credere: 4 M che sia anch'Io qualcosa. Se non altro son nomo di buona volontà. Fortuna fu che avessi tratto a rivu quell'immenso carica prima delle presentì procelle?! * Dra. tini studia? citi leggef Orecchio ama pacato La Musa,
Fate non mi manchino vostre notizie. MJia, madre: (poiché tanto prendete a CUore Ciò che ci riguarda)' va meglio, ma in lsf0 erontoo. Pregate per Lei. per noi, per l'Italia, e per Pio IX da cui questa avrà salvezza, che felle ne ciancino. Ed amate il
Sfilano,, 27i48. V," rivale obb.
C. CANTÙ
Altri pochi giorni e la guerra redentrice, iniziata con tanto entusiasmo ma tanto infelicemente condotta si chiudeva con mk disastro irreparabile. L'armistizio di Salasco (5 agosto) permet teva, fra l'altro, la ritirata dell'esercito piemontese e il libero esodo di tutti quei patriotti che più s'erano compromessi nelle ultime vicende politiche. Cesare Cantù, che, insieme con P. Litta e Anelli, aveva filmato l'ultimo atto del Governo provvisorio, e Ignazio, suo fratello, unitamente a una moltitudine di profughi che imprecavano al re Carlo Alberto e, ad alta voce, lo tacciavano di tradimento, la mattina del 6 agosto presero anch'essi la triste via dell'esilio e ripararono a Lugano. L'imperatore Ferdinando I, con atto del 22 settembre di quel medesimo anno, concesse il per­dono a .tutti, i Lombardo-Veneti politicamente compromessi; ma i fratelli Cantù non abbandonarono così presto l'ospitale città; anzi, sulla fine di ottobre, presero parte all'infelice tentativo maz­ziniano di Vallintelvi, fatto allo scopo d'invadere con bande ar­mate la Lombardia (100).
Ignazio, fin dal 15 agosto, aveva scritto ad Angelo Maria Ricci, perchè gli trovasse qualche conveniente occupazione lette­raria a Roma ; ma la lettera era andata certamente smarrita. Non vedendo risposta, dopo circa tre mesi, tornò a scrìvere all'amico? per ragguagliarlo sul conto proprio e del fratello:
(100} CAKTÌI. QmiietQrta, II, p. 62 sgg. - MAOTRBDII op. clt. p, 58 sgg.