Rassegna storica del Risorgimento

CANT? CESARE ; CANT? IGNAZIO
anno <1929>   pagina <186>
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Angelo oì}fté àWti1d
Caro AtfGKh
' Éoine Coltra tìlìè Vi scrissi ttl là d'agosto, nella quale mi raccomandava alla vostra bontà per veder se a me, povero esule, .fòsse iia M trovar quol-che appoggio o occupazione nella città li Pio IX ileìtera Ile rimase senza risposta), cosi anche questa ve la dirigo dalla svizzera.
Qui ebbi dopo lunghissimo desiderio la carissima vostra dei 12 ottobre mandatami dalla mia abbandonata famiglia, e nella quale mi date notizie di Toii e della vostra degna famiglia,
E di noi che possiamo dirvi? profughi dalla casa, dalla terra natale,
qui ricoverati fra ile nevi: preghiamo Dio che volga in meglio i destini della
patria nostra. Dal 5 agosto in poi non mi fu più dato vedere alcuno de'
miei tranne mio fratello che divide meco gli stenti dell'esigilo ; aspettando
rassegnati quel che la Previdenza avrà creduto meglio disporre nei nostri
destini. La Svìzzera tollera a stento i profughi lombardi, anzi emana ordiai
contro di essi. Vae vietisi La mia famiglia, stata in Brianza fino a pochi di
fa, ora torna a Milano per gli studi dei -figli. Il cav. Maffei, stato destituito
dei suo modesto impiego durante il governo lombardo, come troppo ligio
agli Oltramontani, ora sarà riportò; nella sua carica e. avrà forse fatto qual-
che gradino in su; Cesare forse andrà in'Francia; io avrei voluto venire in
Romagna, dove avessi sperato trovar appoggio presso o giornalisti, o edi
tori, o scuole, o in che che altro fossi creduto capace. Intanto scrivo
qualche versacelo a sfogo d'animo; dei quali oso trascrivere qui i più re*
centi. Sono cosa indegna di venire in mani da tanto tempo guidate con
predilezione dalle Muse, e soti)eenl avvezzi ai grandi modelli. Ma che volete?
-siete cosi cortese, e sapete tanto compatire che oso scrivervi queste strofe, e
raccomando me, e la mia famiglia alle vostre efficaci preghiere. Mentre con
.altissima stima mi dico
Lucano, 30 9bre '48.- V.ro .affi
Is- 'OANrtr.
V UGUAGLIANZA ' ; ' 7'
Plebe JSQSL io! tra.coltrici Dormii d'ignota cuna; Né le castalie vergini Mi profetar fortuna; tfè su tappeti serici Mossi bambino ii pie; Usi e precetti gallici Non ebbi intorno a me.