Rassegna storica del Risorgimento
CANT? CESARE ; CANT? IGNAZIO
anno
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1929
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pagina
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197
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/ finirla Canti) e il, Rho rifiniti ufo ttattmio iyj
coscienza che Quella de' gabinetti sorgesse una volta Ubero dalla adilavfi; di Babilonia in cui. si ritrova; tornasse pan prete:in Borna, sdegnoso digito materia sorgesse :*! ialine delle ttifc, volesse essere M jprhno Cra gli tannini, non l'ulttmo fro i principi! E questa sna enciclica tìlO) vi par degna della mite senoln ili Cristo?
Mio fratello è qui non rispettato come dite, tua non carato. Abbiamo mi nuovo Luogotenente nperlale. Ne sento subito gli efletti nella sospensione che mi mandò dall'insegnamento ilei le materie ììlosoticbe, die da gran temi esercitavo. Ho famiglia, ho pesi gravi, me non mi s'indurrà mai a mendicar grazie n costoni. Forse un p.-tsso m'avrebbe riposto nelle mio incombenze, ma Questo passo noi farò, dovessi morir di fàmel
Godete almeno della salute in questi gravissimi tempi, e attendiamo-che dalla confusione emerga quell'ordine che deve essere la voslra suprema speranza. Dalla terra d'Egitto ripasseremo alla terra di Canaan, e rlcantè--remo in t?Mtu. Mia moglie s'unisce meco a farvi i più cordiali ossequi!.
li
22 gennaio, '30. V.ro Àff.
I. G.
Il éàv,, De Angells ttìi. continua la spedizione dell*Album, "ffl consolazione la mia di riveder il dono di quell'amico. Ma vorrei che sentisse il rialzamento de' tempi ; e non inserisse più arcadicnerle di usignolètti, ora che il tuon del cannone ci ha disavvezzati da quel garrulio d'uccelli.
Oh gran'liionta dei cavalieri antichi IDrun diversi per età* per nascita, per aspirazioni politiche e sociali ; l'imo, ancor gio -vane d'anni, alla voce possente del cannone, tutto s'era trasformate e aveva accolti nell'animo quei sentimenti che formeranno poi il miglior patrimonio della sua vita di scrittore e di educatore; l'altro, vecchio legittimista, che ben altre rivoluzioni aveva viste trionfare e cadere, ad altro non anelava che all'ordine e alla tran-jnillità. Eppure non la politica cacciatasi. importuna fra i due letterati, sì invece la morte, die colse ili Bicci il 1 aprile 1850, potè troncare quei nodi die una più che decenne amicizia aveva composti.
Il cav. Benedetto Ricci, fratello del poeta, come a molti altri, così anche ai Canta partecipò la luttuosa notizia ; inzi. a Cesare
tàlli) Allude ni motti-proprio del 12 settembre 1I9 e all'appiicazione di esso rispetto ai delitti politici.