Rassegna storica del Risorgimento
PUCCIONI PIERO
anno
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1929
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205
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<lale sotto il molto trasparente velame di un'allegorìa rinfacciò una volta la occupazione austriaca, l'abolizione dello Statuto, il
ritomo della ghigliottina - (Martini, op. cit. pag. 241),
Ma come giornalista politico esordi nel' febbraio '59, inviando una prima corrispondenza da Firenze al Siede, periodico repub-ulicauo di Parigi diretto da M. llavin, uno degli avversari più teli: uti per la dialettica è la stessa lealtà da Napoleone III, eletto poi trionfalmente nel *G3 deputato di opposizione in due dipartimenti (V. lett. 6)i. Quella prima corrispondenza iV. Doc. A.), per l'importanza della narrazione ebbe l'effetto d'interdire l'entrata del Siede in Toscana (V. lett. 8). Il che, lungi dall'impressionare il Direttore, ne attirò le simpatie. E dal febbraio in poi per moltissimi anni figurano sul periodico parigino scritti, di mio Padre, di cui assume la paternità, agli effetti delle leggi francesi, l'avvocato Adalberto Philis, pubblicista di gran valore, amico sincero del-ft'iialia e poi per lungo tempo corrispondente da Parigi de La
Nazione .
-Quella prima corrispondenza la sola che io abbia rinve* nata e le lettere del Philis che pubblico,, dimostrano qimle contributo di idee, quale conoscenza di fatti abbia mio Padre diffuso nella stampa francese, tutta salvo rare eccezioni avversa nonostante i diversi partiti'politici, ad ogni aspirazione italiana. Porte delle notizie e delle argomentazioni inviategli il Siede si pose alla testa- dell'esiguo manipolo di pubblicisti che sostenne virilmente in quella occasione lai politica imperiale, he approvò, la guerra d'Italia, che propugnò poi l'annessione della Toscana al Piemonte , che finalmente fu assertore dell'unità italiana; meritando che questa conseguita venisse aperta su La Nazione una sottoscrizione per un dono al Giornale, una statua scolpita in marmo dal Fraecaroli, rappresentante l'Aurora dell'Indipendenza italiana. Il Philis riferiva più fardi che i primi numeri de La Nazione venivano attentamente letti al Ministero dell'Interno francese, il quale non restituiva al destinatario quelli giudicati non consoni alla politica imperiale.
Rimonta all'ottobre del '58 il primo viaggio di P. Puccioni a Parigi: gli fu compagno l'aw. Leopoldo Cempini che area conosciuto dal Salvagnoli e a cui in seguito si legò in amicizia che le cospirazioni, la fondazione e redazione del giornale La Na-zionets resero intima. Di sentimene italiani vivissimi il Cempini