Rassegna storica del Risorgimento
PUCCIONI PIERO
anno
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1929
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pagina
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208
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A r, Paceiont
B* 4 Parigi* Gonnatoì 1559.
Speravo di vedere una tua risposisi alt'uKJiua mia, tua no finora aspetta:* to invano e mi decido a s<*Mverfc >jB lltfoMQ* Sono- .QHSKÉ momenti taU in cui M amiamo di stringere ancor pi *e? è possibile, i legami di amicizia end -sì hanno con gli nomini che, 0 pel loro ingegno o !! cuore, si trovano) destinati ad agire efficacemente nella lotta die si va preparando. E per l'appunto io mi trovo affatto all'oscuro di guanto si fa e si pensa costì, in mezzo a questa agitazione che ha invaso l'alta Italia e Parigi e in mezzo ajt cozzo di tanti affetti, dì tante aspirazioni e di tante speranze. E con ine .sono all'oscuro di tutto ciò gli altri italiani cui più particolarmente interessa conoscere lo stato del nostro paese di Toscana, i quali in questa oe-caslone, poste dal lato tutte le preoccupazioni di partito, si sono riuniti con un accordo perfetto e si può dire unanime ad operare nel senso puro e semplice del riacquisto della nostra indipendenza. La concordia è qui tale quale l'avevamo nel '47 fra noi, e Ciò mi- è lieto augurio e mi dà il presentimento che questa volta si tratti di un'azione seria ed enfeace.
Ti prego però a scrivermi qualcosa se puoi, a informarmi di ciò che pensate, di ciò che fate, dì ciò che sperate. Mal come in questo momento ho sentito il peso della mìa lontananza da voi tutti, coi quali vorrei dividere le emozioni e le fatiche, mentre a mio marcio dispetto son condannato a restare qui inerte spettatore di tutto quanto si agita nel nostro Paese. Sé Faccordo si trova fra gli Italiani che abitano a Parigi non si può dire at (Tettante del Francesi. L'armata vede di buon occhio l'occasione dì una guerra con l'Austria, i veri amici della dinastia napoleonica la- desiderano. trovando in essa l'opportunità di assodarla e di glorificarla, ma 41 Govern--incontra nella massa dell'opinione pubblica una resistenza la quale non prolude' che una forza di Inerzia ' non considerabile. L'immensa turba dei >M>iirèicothrs e dei negozianti in genere, teme'delle conseguenze di una ro tura' che Interroraperebbe- lì corso delle loro operazioni e dei loro affari.- E sài bene quanto in Francia le disposizioni di queste classi di gente abbiano pese, specialmente da sei - anni a questa parte. Repubblicani ed Orleanesl van d'accordo nei funestare* con infausti presagi una politica ardita, che solleverebbe molto al di sopra della loro la stima pel Governo attuale, e toglierebbe loro per un bel pezzo ogni speranza di rialzare la testa e ritro-varai al potere. Fingono di temere la rovina della Francia, ma in fondo temono il prestigio die verrebbe all'Impero dalla soluzione definitiva e felice della questione Italiana, alla quale essi non hanno posto mano se non per trascinare nel fango il nome e l'iuflùcnza francese. Quel die avverrà da