Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; CORRIOLO ; MIGLIAVACCA FILIPPO ; MILAZZO ; SICILIA
anno
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1929
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riose di Magenta], Palestra e Solferino, non ebbe requie complottando sempre co* compagni, anche maggiori della sua età, attendendo con ardente desiderio il di' della riscossa: sì. che allo sbarco di Garibaldi a Marsala, quando la Polizia del Borbone a voler mettere in salvo i cittadini annunziava che un'orda di filibustieri aveva invaso la pacifica terra, il De Leo, con ardimento d'uomo, affìsse in vari punti della città una risposta divulgata a penna in cui diceva che i filibustieri erano i forti d'Italia che avrebbero vinto la tirannide. Contegno d'uomo, anzi che di giovinetto, egli mantenne unitamente ad altri compagni, e prima che fosse giunto il generale Medici a Barcellona, il De Leo faceva parte d'una squadra di volontari, che fin ai combattimenti di Corriolo, e sempre tetràgono, militò più tardi con Giorgio Imbriani mantenendo la fède del compagno, da Milazzo al Volturno, indi lo vedemmo nella spedizione di Aspromonte, poi nella guerra, che arrecò sciagura nel 1866, poi a Mentana, ove la Francia che contaminava Boma fece prova degli Ohassepots e nel 1871, sfuggendo all'arresto, mosse a combattere sotto la bandiera della Repubblica francese, e segnalatosi nelle giornate di Dijon ne uscì illeso, compiangendo la sorte toltetele toccata a quel Giorgio Imbriani che finiva gli ultimi spiri col grido di Vìva la Repubblica : quel Giorgio Imbriani rehe (Giosuè Carducci scolpì con le austere parole -:
(i Egli aveva la fede nn martire, l'amore e l'odio di un apostolo, l'impeto e la concitazione d'un tribuno: e con tutto ciò una gentilezza decorosa come di cavaliero, una aspirazione alle fa-ii-1 tasi e meste e soavi come di trovatore, una dolcezza e bontà di fanciulla .
Del De Leo in quest'ultima campagna fece ricordo assai hisiu-ghiero il Beghelli nel La Camicia Rossa (Torino, Stab. G. Oivelli ; 1871).
Dopo i combattimenti di Palermo, Ferdinando Beneventano del Bosco sì ridusse a Messina, fermo nel volere rivendicare la gloria delle armi del Bearne, già crollante; e sebbene egli troppo avesse misurato il suo valore militare, non tenne conto che questa voltai, unanime il popolo* la Rivoluzione strozzava le possenti forze. Il generale Beneventano, in un consiglio -di guerra tenuto nella cittadella di Messina, aveva fatto promessa di mettere a sterminio le forze radunate a Barcellona, marciando alla volta della capitale j*er la. rivincita; e due giorni prima della battaglia definitiva nesT pressi del forrentr di Corriolo. le truppe regie incontra-