Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; CORRIOLO ; MIGLIAVACCA FILIPPO ; MILAZZO ; SICILIA
anno <1929>   pagina <223>
immagine non disponibile

Note aiti fatto darMlM' rHcfio e nulla battaglia di Milazzo 22
Keniana e poi compagno nella, seconda spedizione, che mosse da Mi-lano in aiuto de' Stille. Il generale Me'cLbi:, che nutrì sensi generosi di libertà ed amore per l'Italia, giammai dimenticò il Migliavacca. conoscendone le virtù, e a me diede incarico di recarmi dal mio maestro Felice Bisazzavaloroso poeta, per pregarlo di dettare una iscrizione da incidere nella lapide da murarsi nel fronte della chiesa
del villaggio di Meri, ove il Migliavacca assistito dal Medici esala­gli ultimi spiri, dopo la giornata terribile del combattimento di Mi­lazzo, ove il Migliavacca per il molto valore e le arditezze cad­de ferito mortalmente. Dopo tanto lunghi anni, come io espressi in altro scritto che qui riunisco, io visitai religiosamente la tom­ba del Migliavacca, le cui ceneri, tratte dalla sepoltura comune,, trovano ricetto dietro la murata lapide, e molta commozione mi recò l'antico parlare del Medici e i ricordi impressi da' visitatori sulla lapide, de' quali non trascurai prender nota, per renderli ora pubblici, perchè il uome eroico del Migliavacca sia una memoria pe' posteri.
E quanto alle omissioni, volli rinfrescare la memoria di un giovinetto sedicenne, morto in seguito alle ferite gravi che l'offe-sero nella giornata del 20 Luglio. Egli era di Novara, e dalle lon­tani Alpi, .si trovò la sera, che la Legione de' Mille si radunava, ap­prender posto su' due vapori, che dovevano salpare alla volta della
Sicilia. Dopo le gloriose gesta segnate a Oalatafimi e a Palermo, a Milazzo da combattente eroico, intrepido l'intera giornata, sull'im­brunire cadde mortalmente ferito, e di lui ci rimane un documentu-prezioso, una lettera dettata pochi momenti prima di chiudere gli occhi, diretta alla sorella Carlotta : e ciò mentre egli era assistito-da un sacerdote. Onorato Montalenti potrà essere un esempio di virtù patriottica, e l'Italia lo ascriverà nella colonna de' martiri.
Chiudendo la presente, mi è grato farLe conoscere che il pae-se di Barcellona, prima e dopo, rivelò sensi umani e di prodigalità : numerosi letti accolsero i feriti, e il sentimento pietoso non venne-meno anche pe9 sofferenti dell'oste nemica: aiutando i nostri si sentiva purè il dovere di dar soccorso a negl'infelici fratelli no­stri, cui il dovere metteva obligo di mantenersi fedeli ; né i di­sertori, tuttoché per una grande causa, furono ben visti dal nuovo-costituito governo, e molti, e molti rimpiansero la nessuna fedeltà per essere stati creduti uomini di poco onore. Barcellona e Meri videro accanto ffl loro letti donne e damigelle, de' migliori casati,.