Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; CORRIOLO ; MIGLIAVACCA FILIPPO ; MILAZZO ; SICILIA
anno
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1929
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NOÌQ mi fatto (I'WMMQOÌTÌOIQ e sulla battaglia di Milano 241
nostro avanzare, ini determinai togliere quell'ostacolo alla nostra "Vittoria, e l'u allora che spintomi alla testa della mia compagnia, -e di una compagnia di Legionari, stava per ottenere il frutto della mia audacia, quando fui sorpreso da una mitraglia, che mntilan-tomi distintamente alla mano destra, ini frantumava nello stesso tempo la coscia destra. Caddi al grido di. viva la Libertà. Tutto questo mi fruttò U grado di primo tenente sul campo di battaglia. Ti abbraccio cordialmente, bacio le mani al genitore, da cui imploro la benedizione. Credimi sempre il tuo affezionatissimo fratello
Onorato.
' Tenendo fermo a' propositi di tramandare alla posterità i nomi di coloro che, non curando i' pericoli, affrontano gloriosamente la morte, ci duole non potere accogliere la rivelazione per Desiderato Pietri, Che, secondo il Corriere della Sera del 10 Marzo 1927, sarebbe morto primo a tutti nella giornata di Calatafimi.
Tale affermazione dello scrittore di un articolo sul volume VorHoa, articolo sottoscritto con le iniziali G. V., non facilmente può essere accolta fino al momento di comprovarla; poiché esaminate-, nella più parte, le maggiori opere su' Mille, non risulta specialmente nelle memorie dì Garibaldi, cbe il Petri sia stato primo a morire a Oalatafhni.
E' il caso di ripetere col Manzoni: Ai posteri l'ardua sentenza.
FILIPPO MIGLIAVACCA
Filippo Migliavacca nel 1849 dalla Lombardia seguiva Garibaldi a combattere per la Repubblica Koioana, costituita sotto gli auspici gloriosi di Giuseppe Mazzini, del Saffi e dell'Armellini. Egli lasciava gli esercizi di legge e correva a combattere per la libertà d'Italia, alla quale da giovinetto aveva consacrato la sua anima. Boma fu conquistata da poderose forze nemiche, e il Migliavacca scampando i pericoli, si ridusse a Genova sempre rivolto il suo cuore al risorgimento politico d'Italia. Sull'alba del 1859, quando si alimentavano le speranze di combattere l'Austria per render l'Italia indipendente, prima che i Francesi avessero messo piede a Genova, guidati da Napoleone III, il Migliavacca lascia i Codici e le Pandette fi riprende, dopo dieci, anni, la sna spada-vendicatrice.