Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; CORRIOLO ; MIGLIAVACCA FILIPPO ; MILAZZO ; SICILIA
anno
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1929
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243
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cadaveri, si slanciano per la presa li Un ponte. Ma, oltremodo dil-lìcìle era poterlo coinpiistarei poiché su <juel ponte convergevano i fuochi lei borbonici die ascendevano sulla muraglia dì-Porto Mes* sùia e suoi revellini, che la circondavano, e lì appiattati, nel prossime vigneto, su di <ucl punto puntavano le batterie e i grossi cannoni del castello. Superarlo costava la perdita di molti volontari; e ivi cadde, mortalmente'ferito. Filippo Migliavacca, che, trasportato a Meri, dopo poche ore spirò col nome d'Italia sur il labro. Estinguendosi tanto valore e. tanta grandezza d'animo, molto turbamento laclè ne?5 suoi conuiìilitoni e la Prima vera italica, vinta- la. battaglia, rimpianse la perdita del soldato ardente di spiriti italiani.
La sua salma, religiosamente, fu deposta e conservata nulla chiesa madre di Meri, e sul fronte di essa si legge un'iscrizione scolpita in marmo, richiesta dal Generale Medici al poeta messi-uése Felice Bisazzn.
I visitatori di quella tomba la leggono con ammii-azione, ricordando le sante virtù patrie di Filippo Migliavacca. Egli morì nella battaglia decisiva per le sorti naziouali; e Messina fari! bene a volere ricordare il nome -lei MigBavaeca ed onorarlo come fece per Luciano Manu ra e per Ugo Bassi : ecì onorando l'uomo che in Sicilia .diede lsua vita in olocausto alla nostra redenzione, è un rendere omaggio a quella Lombardia che, dopo i flagelli di* 1 disastro, consolò non poco la. desolata città di Messina
CiVA VI HIT A ALLA TOMBA DI FILIPPO MIG-LIAVAOCA
Filippo Migliavacca è una memoria eroica e pietosa nei foieifc* delle gloriose battaglie d'Italia. La pagina della breve; sua vitfejjte un esempio antico, un ricordo solenne. Nel 1848 prende parte alle Cinque G-mrmt'H, combattendo fortemente. Sergente della Legione degli studenti tenne alta la sua condotta, sojo il forte di PieMe, nella disgraziata-vicenda del 18 Luglio, ove morirono Assali, Ponti e non pochi altri, dei suoi compagni' Combattente nella infelice disastrosa campagna di Novara, seguì il suo esodo, recandosi M Houìà, a Tj-l'esa della Kepubliea, ove, pel suo* coraggio, si guadagnò la stima di Giacomo Mediai e di Giuseppe Garibaldi, molto segnalandosi a Villa Spada; poiché, invasa Questa da mi battaglione francese, il Miglia vacca, eombattewdo ceduto il legreno a passo a passoj riascjva con pochi a, salvarsi in Roma, trasportando seco il capitano Omini,, già. ferito, che, a no rimanere prigioniero, dal