Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; CORRIOLO ; MIGLIAVACCA FILIPPO ; MILAZZO ; SICILIA
anno <1929>   pagina <246>
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*46 Francesco PM
ne, adagiato sur una materassa, ftì. da un carro trasportato a Meri, nella casa del Gaetani. Le tante rémuroSfe -erir-p non ebbero forza di salvare si preziosa vita. Lo piangono gli aitanti, lo piange or­dinanza, che aveva pietosamente assistito, rimanendo impresse le parole che più volte ripetè : QtJtttiV4 mmoWj wumq matow. Il no­me dell'ordinanza non t: ihi tramandato, ma i vecchi ricordavano fino MMochi anni addietro, la pietà elle spirava da quelle parole.
Morto il Migliavacca la sera del 20, chiusa la faticosa batta­glia, gli fu data sepoltura nella fossa, comune della Chiesa part-oe-chiale. registrandosi nel libro de' morti della stessa:
Die i:w/ei)ìm mcnsis Juffl wiìtyhmmi oQthu/Gtesimi sessage­simi 1860.
Pilippus Migliavacca Mediolanensis, etath sue annoriw?, Pfì-gìnta quatuor nmnifus Bacramentis Confessioni M MiDÉrmw TMefim--ftis ol>vi? èfuis corpumcptittum filila (lài/tra planitiei Iwju-s Paro-cMalis Mcclesiac: Assistente Sm.fre ìkoii Pefvo ì'3reZZa Pa-rocÌMts .
Sotterrata la salma, il domani, 21, il Generale Medici dava incarico che, esumata, fosse il cadavere riposto a giè del campa­nile : nobile pensiero dell'amico, che mal soffriva éÉ P estinto fos­se confuso, è che le reliquie del prode non avessero un sasso da di­stinguerlo dalle infinite ossa.
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Ed ora alla parola pietosa, lo, dal 1865, non era più stato a iteri né allora adolescente ebbi cura d'indagare i particolari ; ne dentro, né sul prospetto della chiesa vi era un ricordo. Dopo il 1867, il Generale Medici, memore delle virtù singolari dell'amico, che aveva consacrato la sua vita all'Italia, mosso da generoso af fetto, fece erigere nn marmo sulla facciata della chiesa, chiedendo. per mio mezzo un'iscrizione al poeta Felice Bisazza, messinese. ctbe ebbe nome ira' romani l'effe
Trascorsi più che dieci lustri, trovandomi in quell'agosto dei" 1923 in Barcellona, mi proposi di'visitare la sepoltura del Miglia* vaeea, uno tea i pochi generosi, iche concepirono la grandezza ita­lica, combattendo nel 188-49 e nel '59 per la cacciata1 dello stra­niero.
Sabato, nel pomeriggio del 2] Agosto, in compagnia d'un caro runico, da Barcellona una carrozze-Ila mi trasportò in Mrv). È spetto del paese e come in passri fio j- ma le nuove costruzioni e ì