Rassegna storica del Risorgimento
1846-1848 ; TOSCANA ; PIO IX
anno
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1929
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pagina
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289
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La mtàm, QPtóntófom pùtithoreUffioita dviut Toscana 2?
< <lin!n sione, , stun'bwoi dwe,. luiii luil.!a;flOntanaj M tìtnse dì cdlli5iaaJi: dispiaceri; ne jpotesse* fórse, proniuos*ere dei maggiori Lo pitì frasi -; i;MiiiuM>; tipM mÈQbha rimasto un Ifegppj quando, pecya, il: governo non avesse potuto Mstar correreMm* m cosa-, ,0. aneik una 8W mv. ascritto gjit. stanipato?, ne sarebbe natii, MCrta Tina tàsdìcesrole polemica ... ga,jweseoro e governo*
S* -JSJL manifestò da ;gra;dl tafjJaftigjpat Jgllé jrooste per la nomina di unj pastore alle sedi oeupfó M 'Mméki- e li 'Mie, ebbene no gli giungesse niiopj. ;p(3iiii- re dell'intenzione del granduca di provvedere entro àitoio a ipiia- di Hontalcinoi (17).
Più diiffiMle risultò, pece; M vtórteiii za -ei d 0jg3pe< la necessità di nominare un coadiutore per le due, iloeesl p ]Pistoia e Prato, essendo mons. 3oss formai, inipotentej JSjaifc,M amniM-strarle, .sia ,jS6fidìè> Il ìgpmvm toscano, ijÉlttà, tèitaava;, sufficiente ìnuaadeàre e 'deU'ammMstraaione e iella airezioae delle iiiedesùup i: rispettiviivicari generaci, muniti già nel debito tenir pò di- aiffiptìsMè-. facoltà dal vesÉw ..: deferendo ali tìaeoJ>oli-taju iolèntino rincalco e m -potevi <mtiwmà far quei m pi grand e jfitrnor-clinaati .è jp*jssero sojivenii-i? {ISi;: mentre a Roma s'insisteva che si procedesse allarcanonica elezione 0 di un vicario apostolico 0 di un amministratore. ,siijfèuaTei: che in ioMoi fe per tutto adempisse le pnsiiQi p?op?rie Jfii vescovi; ', , .oltre: à., ravvisare mons. Minacci di un carattere troppo pieghevole, si giudicava l'ufficio che gli si voleva dai*e. incompatibile eolie' sue molteplici occupazioni e colla sua malferma salute (.1.9).
(16) Probabilmente, gliene aveva .cariato mons. Ferdinando: Minncei, che si portò ;a Sonia nel -novembre non, sappia ino bene a quale scopo, come si rileva da Quanto scrisse Costanza Corboll al padre, il 30 di Quello stesso mese.: La Toscana, oltre d'aver mandato un ministro permanente, nella persona del cav. fóoxga.gll, ha lasciato anche venire l'arcivescovo di Firenze; il quale, cred'io non faccia qui sua dimora bra tinnente, dando coni questo speranza ai buoni toscani di veder provvedute le sedi vacanti di degni pa sfiori (ASI. MANNO, op. ùU., ptóg. 105). Le proposte furono di pieno gradimento della S. Sede: alla sede di Pescla fu destinato Pietro Furi! e a quella di Colle Giuseppe Chlaromanni. Veci. ASF, Affari esteri, reg. 468 prot. dipi- 389, affi. 66, pagg. 231 segg.
(17); Lettera del Bargogli al cons. Humbourg, Roma., gennaio 1847. ASF, Affari esteri, filza 2956. doc. .
(18) ASF, Affari esteri, reg. 476, Ptbfc. flip'L 397, affi. jfo 1 (m) Lettera, del BarggU al cons. Humbourg, del Éft marzo 1847. ASF. Affari estH, filza 2956, doc. 26. Ved. anche il dbe. 24 ibì.d e l'affi. 29 del prot. dipi. 890 in ASF;, tÀffaH esteri, reg, 469.