Rassegna storica del Risorgimento

GALLETTI GIUSEPPE
anno <1929>   pagina <344>
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Afltn'ln Jr. Ghfxalhfirtì
nel quale sosteneva che lo stpo tl-l paese niui offriva alcun utofco. di Liifpiìelniiline ohe la .citta: om tranquilla e Tugìtaxloiip popo<-larpiMie egilii non negata, eca effetto dell'ardore ;g dell'entusiasmo Jtitìnottime1,; agitazione dignitosa, seaaui u(lle riprovevoli fisagera-sdùiii che sogliono talora accompagnarla:; senza quei modi tendenìlì ai turbare la pubblica tranqu;Hlit>fl!, Premessa questa, comoda; spie-gaàone; etìft napple elie egli attenuasse anche Vìnsullo jato la sera. ?prinia al Serfiai,.jgne vedesse ita causa nel dispiacere, nella esagerinone che dopo, Wr questa, Èfàmei*a dichiarato ó4óle>.S'te.i'p tu seduta permanente siasi. 'differip, Ìno a questa mattina la 3k scusppitè di cose tanto importanti j t'insulto, però, non era giu-stìJìcabile ed egli si augU3?av elio Finterò paese dimostrasse che IR <3amera aliava difesa. M se non è difesa dal popolo che eòstirfyvl' questa Qaauera., da chi sarà difesa? Dai nostri nemM** steMe* deva eòli demagogieo impeto, che gli doveva .gantj?e l'applauso: delife Mirane e dei vari Canino. E su tali concetÉ insisteva per espri­mere1 la speranza d'essere aiutato m da qliesto pòpolo generoso., Ida -questo popolo magnanimo, da questo popolo 'Gihe sconosce- che un'in­giuria arrecata a questo consesso, è un'ingiuria diretta a se stesso . Anche per il contegno provocatore dei reduci? egli trovava gìuslMea-siioniv <è 'nell'eccessivo numero di sentinelle attorno al loro quartiere vedeva una prova dèi loro desiderio al conservar l'ordine, di farsi scudo alla Camera di mantenere la libertà e l'indipendenza. -S fosse al1a*iiuenti <i tutta Boma insorgerebbe contro essi , ma quel prodi, quei generosi non potevano esser diversi da loro stessi, etc. ete. Egli aveva preso misure e confidava nella Civica, ma quando il popolo mostrava dì amare l'ordine, quando la sua agitazione deri­vava da nobile amor di -patria, allora egli era col popolo, perchè non si poteva non esserlo e perchè così richiedevano i principi da lui professati, principii affermava ch'io non sarò per rinnegare giammai, principii che mi fanno con piacere trovarmi in unione di chiunque li professi . E dopo questa retorica professiti fide.t inwdìue parole assicurava di non essere d'accordo col. fautori del disor­dine p?j.
Ma le parole non bastavano a salvare H pasticcio mamiane-
eo , che si decomponeva deiiuitivamente lo stesso giorno, non sen-
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(4,7) 4.ew/ee, Roma, V-, I,, .953. Ved. commento favorevole in OosU-Mxloiiifte mmmo} n. 16 del .1 agosto.