Rassegna storica del Risorgimento

QUINTAVALLE FERRUCCIO
anno <1914>   pagina <145>
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contegno dei nuovi invasori e quale destili sarebbe stato riserbato agli Turbinati; avrebbero cioè visto accomunarsi lo lowfortì con quelle degli, altri sudditi dello Stato pontificio o con qjmìb della Cisalpina ? Pw accor­darsi stilla condotta da tenere si pensò a nn congresso, di cui prese.!' ini­ziativa il Comune di Pano, invitando tutti quei Comuni, tìtò, solito il Governo pontificio, avevano avuto il grado .di" cititi ossia, oltre Fan; Pesaro, TJrbinot Jìtonft* . ngeta in Vado, Cagli, Fossombrone, Seni­gallia, Pergola, Gubbio e Città di Castello ed escludendone ì Comuni minori.
Per comprendete l'importanza di questa esclusione bisogna promet­tere alcune considerazioni. Sotto la dominazione pontificia l'ex-ducato urbinate formava una provincia a parte, governata da un legato o pre­sidente, ma non era divisa in distretti minori, come i nostri elrèouditìa, i comprendeva però de5 centri clie, sia per importanza effettiva, sia per ragioni storione, avevano il titolo di citta, dipendente più direttamente dal Governo, e intorno ad esse si "riunivano, senza rfcgole fisse, altri centri di minor cónto,, ce e non; avevano il *pado ei Miim delle citta. Le quali servivano da. intermediarie tra il governo e; giocoli comuni in. molti atti della pà animinisferativa: in1 guisa dà costituire un complesso di rapporti, difficili a determinarsi, ma tali, senza forni are una speciale circoscrizione, da aèjieiaaio-fe afìttò ian predominio morali; ed econo­mico su? centri minori. Tuttavia gli uni e gli altri godevano d'un'auto-omin abbastanza larga: da essi però dipendevano centri anche; più pi(p-coli, corrispondenti! alle nostre frazioni, i quelli come ricordo dell'antico' carattere feudale, si cinamavauo; M0PM ed erano governati da capitani* I castelli non avevano rappresentanza' nel consiglio comunale, he voce in capitolo negli affari del Comune; erano dei sudditi che sentivano assai gravemente il peso doll'autorità del centro maggiore da cui dipendevano. Quest'ordinamento ingiusto ìiu teoria, era tale anche praticamente, perchè la condizione di molti luoghi dipendeva non tanto dai loro stato attuale, quanto da cause storiche, risalenti Spesso alcuni secoli addietro,* e-favoriva le ambizioni delle ciità,- massime delle utaggiOE aspiranti ad allargare .il proprio territorio aumentando così il numero de' sudditi e le j loro, forze economiche.
Mbu la proclamazione de'' nuovi principi di libertà e d'uguaglianza si sentiva la necessita di riformare l'ordinamento amministrativoy. e il congresso di Pano doveva mirare anche a questo. Ma le città non erano affatto disposte a rinunziare al loro predominio lo dimostrarono con l'escludere dal congresro tuttii comuni di grado inferiore, molti dei quali, avendo conseguito un discreto sviluppo, sto. per popolazione, siaperrio-ehezza, pretendevano nel nuovo regime diritta eguali a quelli delle Città ;