Rassegna storica del Risorgimento
TROYA CARLO ; PEPE GABRIELE
anno
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1929
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pagina
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359
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dono fonte inesauriMIi* id maire i'd intentate bellezze poetiche. Gei" temente nulla è t vero turale clic Cesare soddisfece ai bisogni *orei nella mattina degl'ictidìlimino prima di andate aJla (MJJaaT-ila ehi intanto oserebbe poetare il vero bisogno sia in una tragedia sia in un quadro? Dicasi lo stesso di nulle altre aaioni umane. Il fatto di Sanile nella grotta di ISngaddi non potette essere non accolto dall'istoria severa perclii; [circostanza indispensabile. Ma chi oserebbe farlo vedere in un quadro o sentire in una tragedia? 13 oltre a JÉ credo che ìa> stessa Olio ebraica avrebbe potuto farlo-intendere senza parole ut purgaret ventreui . Così facendo sarebbe sitata al certo piti dignitosa. Vuoisi però riflettere per eseu-sarla che .le lingue negli stadi primitivi delle nazioni sono inge,-nuissime come sono ingenui i bambini quando non ancora comprcu-dono il pudore. Oggi infatti asen1 vi sarebbe isterico che còsi direbbe narrando il modo con cui fu ucciso il conte Bertoldo padre delia-famosa contessa MafàUde. Circa il mio secondo punto, poi, credo' che iflèaivi immediatamente ed innegabilmente dalla natura Ielle arti dette mutativi sol perchè unico loro nuMo, è quello di imitare. Or ebe cosa debbono esse imitare? TtÉfcto ciò che vedesi nell'uomo e nel < reato?-3onal! eerto, attesoché è innegabile che non tutto il "V'ero umano 0 naturale è poetico, ossia è materia degna della poesia. Oiò posto, quaPè il vero mezzo a non illudersi circa -veri e soli obietti imitabili? Quello di copiare citi che Ditti gli uomini hanno già preconcepito; nella lor* immaginazione. Allora raràsfca è poeta vero. perette' vero imitatore -M un modello che ninno-può negare. Che >; issì prendiamo gjualehe esempio dall'antesignano de' romantici vivente da Chateaubriand. Il pensiero del savio dice egli è come la colonna di sabbia alzata dal vortice dell'uragano del deserto. - - 'OH u-liimi raggi del sole cine tramonta-parevano le ultime oscillazioni del grande orologio del tempo... ecc. èiée.':. :3?afòle. e frasi speciose, le quafè sembrano a prima vista contenere grandi idee, ma che nel fondo, non dicono LI Liliale -sono similitudini e comparazioni falsissimo. E sfido che vi sia un uomo; cui" sia mai venuta l'immagine delle comparazioni suddette- in pensando alle meditazioni del savio, 0 in veggendo il sole he Smonta. Indi ninno le sente vere perché non le vede simili alle immagini da tutti preconcepite su/ due oggetti comparati. A ninno in fatti potea mai altare in testa di comparare il pensiero del savio (che naturalmente nella niente di tutti si associa alle idee di calma, di posatezza, di animo imperturòato ete.ji alVéffat to d'un uragano nel de-