Rassegna storica del Risorgimento
TROYA CARLO ; PEPE GABRIELE
anno
<
1929
>
pagina
<
364
>
364 msmHti! Kh-ftitia
questi '-- llUì-. e verniti [>.l:ucedl;raw .te gntonlo IMial, iM y:ii*(iì:o: cosi SftMeEto i'àguflitiava It> storico (20 inag, '2* E-aiuiuil giunto ed è nella t.u. stiratzìk Mi pan un ottimo giovrae, ma tr.ò8 malinconico anziché no ,(;tj: à accederà fcl il tifò vetìire. 'Si '1 patimenti fisici e modali. ÉejfresilìOj; Ira Ite sferette: della povertà e lo sconforto della solitudine il suo cuore s*pf, Éstte: piti tenero, alquanto paiteilc.o-, quaglie -volita .sii ifebbe, Jpppipi professo versare una lacrima, ;pur serbando inaltererfia energia che m- lo scinge- a duellare col' Lamartìne>: ora a discutere di stadi con lo to-3Éco:. mwfim ' :ol wss;ei!i fon :a- eomforre un aero ,aa*Ì;kofe'- per FxLfttdiojflftj ora ad iaiutare il Oolletfàl' inefl'av composizione della 0-Wa immortale. Ber seiiiipie. in ima stessa lettera,- quella del 20 maggio J30, è ama posciÉtit -dove Ragguagli Inimico che i turti di argenterie perpetrati in quel 6 in plancia e: in: Spi:i.g-u? fiontai-poraneanenée sai altri avvenuti misteriosamente a Raeofaui, a Siena, alla ''Crocetta presso Firenze, avevano; . date occasione di parlare e cliiacchierare molto a spese d noi miseri regnicoli. Òli:. mn* -caa*o- -Gaa*lo.! quante calamità sul nostro noePO paese! pa <J lo stesso loglio in ni aveva un momento prama vergato questa ìefe gejgg Scontantissima per gli studia eollettjaui (16) :
Carlo carissimo,
Wm fotet rispondere jglki 'dara: tip. ultima di due mesi fa, fósp che non ci incontrammo col RepeKà iper o : soggiunge?! il mio solito 3?, S. nella sua, lo me la passo mediocremente bene in salute e guadagtìio. Il mio vecchio aio, comunque grave di 90 anni? vive ancora in buon essere e- Mi scrive, GoHetta. cui raccontai, in occasione
(14) Il l'epe -insinua che delritardo fossero .cagione; . aporl, In ima lettera, 8 sett. '29, dove lo utopnoTom anche della pigrizia nello scufotese-Carlo carissimo,
Meglio Lardi che mal, (lice- il proverbio, tfa altro nrovRBip elice- tìfì S meglio neeiiBauc: che difendersi. Amendue fanno al caso tuo; che invece dì1 chieder perdono del tuo silenzio lunghissimo dar ante 4 tuo letargo fra* papaveri delle beatitudini papali e degli amori tu. 'Castel 6IIIU1O'1ÌQ, -generosn-mente anzi ne offri a me mi 0 fteiiiqjp!. inatta sta che le tòtilfése- che ci atei aveivrl "swUlv* non d sono pervenute, perchè, più cerlmenite che probnbll-iMfni.i. utii furono mal edite mondate... .
(IfiJ, Anche 11 T-coya .rivendo. 0 otfe. *88) alla madre ilice 11. Ranieri fi .povero uu-lniiuouleo ,>: DEI, JgtìroiOB. -Qi Pwm>. Napoli, Giannini, 809 png. fin i. ];
(18) 331 là 36* ftel Bfcpettb
t