Rassegna storica del Risorgimento
TROYA CARLO ; PEPE GABRIELE
anno
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1929
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pagina
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367
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mipìitfto Pvpv a Ùwrto Twya
Be-gani, che trovasi tuttora Pìsa,<, a giudicai- daiHiltltua lettera da lui separai dieci o dodici giorni ab, non pare disposto u partire per ora. JPtìt ine, poi, mio Carla carissimo, dopo la morte del mio cardi ff isaaito; zio, non ho quasi più nulla clie mi faccia deaerare di a?ive<tewla mia terrà natia. JÌIQ, vero, e moltissimo, i due fratelli clie mi son rimasti j ma quando il piacere di rivederli, di abbracciarli, >di viveste con loro sarebbe continimmente amareggiato da palpiti per me e. per ess, giova sapetìseae astenere e non dc'iersi di nou gustarlo. Qui all'incontro vivo sicuro, onesto e tran quillo d'animo. L>ospitale e generoso governo toscano sa forse che nella mia testa vi sono probabilmente alcune idee più di alcune alfef ma -sài puize* ed ò cerilo ;ehe nel mio cuore vi è una sola murale ohe essa è severa, e che io sono un povero uomo onesto. Io infatti non saprei che laudarlo e celebrarlo del riposato asilo, del Morirò porto che mi concesse nelle burrasche della mia vita, e peccherei di nersinia ingratitndine se non lo pagassi con la debita ;riconoscenza. Quanto al resto che mi concerne, Tunica mia ambizione sarebbe quella di impetrare i pochi scudi del 3 di' soldo ; ma chea à ogni altro di milizia non ricingerei la spada nemmeno se mi si offrisse il grado di maresciallo. Sono grato alle mie sventure di avermi fatto un pò* migliore di quel che io era, ma sovratutto d'a* vermi ioISto dinanzi agli occhi ogni prisma d'illusione mondana. Seti poi loro gratissimo d'awrml messo in caso di avere ed apprezzare il valore di una vita indipendente. La mia, invero, non può dirsi tale, tosto che la vivo provando come sa eli.aie lo pane altrui e quanto è duro calle: lo scendere e salir pei* l'altrui scale. Ma ciò si iridiuce. alle sole ore delle lezioni o a salir da Wiessieux (sto) per prendere materia d'airtieoli. Il resto del giorno è libero a me. D'altronde in questo mondo non sempre si ha quél che si vuole, e vuoisi aver la virtù di sapere esser contento di ciò che: -si jpuò. Tn intanto scrivimi di quando in quando, fammiti sentii? felice, amami sèmpre come io ti amo .sempre ti amerò, e mille e mille volte ti -stringo al cuore (Mse, l'amico, u volo l'accenno al terzo di soldo cbè peoirava di richièdere ail governo napoletano, e s'offri intermediario; ma l'amico grande e buono lo ringraziava e ne lo dissuadeva con altra nobilissima lettera del 2f) otl '31 : Ti. ringrazio, mio carissimo Carlo, dell'offerta fattami di voler essere mio procuratore pel. 3 di soldo, e di regolarti all'uopo sovra dò che riuscirà di fare al colonnello Capecelatro pel medesimo obietto. Boli ho bisogno di dirti quanto mi sarebbero più cari e gradila que-