Rassegna storica del Risorgimento

TROYA CARLO ; PEPE GABRIELE
anno <1929>   pagina <369>
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nnragjo più lusiughieÉp,, gradevole ed uhldigantik iaotatìjfi d'es-, sere mie interprete; ideile njdonWi grazia debita all'egregia sig*i?a jcipessa ìfeeellolfti per la pfffite cortese ed etnjce 4jfrftta a questo rifaeimeMQi d Wtìcydauno iniquissimo J>. THt tal fortcKoa d'anime* ,dervfiìiai guelEféquaitelo che gH dava ! orride-ute sere nità nei frangeilJt ;pericolosÌj; tene- igli tendeva, possibjffi la ifausegua /ione sài alvini voM s-la reststeitóa contro i mali ed i jniiival,, la ggofà operosa e il Msptez'/O itatfMteJs 'ed :wa quello 'stesso equilibrio, che gli produceva la fede' in Bio e l'odio contro ili' elefo' .untipn -motticn. liassegnamoci ai voleri de <Gftélo, e ìfiendiaino a stare di orlon animo,, sen/.a ne ostentar bravura nò lasaaD cOftqpdele dallo spavento )* Ciò /scriverà a proposito del éte iGÌegli teofe vava i*i3at3ÉÉft> M; Nàpoli, ;é (Jùjtante la, citi epidemia m fa tu, Gauipomrano esMeòiiìrn'opera-. instancabile e ira coraggio eroico.. Al wa? fatelo JflSsjpi, pei- infondergli calma, soggiiragèva: nei HHM statèL idi seriMo della mia tempestosa vita un perOlo- di più. 0 di meno è ben povera cosar, e passai .>éro.. "'iindìife M conio passarono tanti altri da me eorsi' E-faiifóL. VSol afetendèt,v..a noni essete in angustia pÈÉf; è ipiaìte che qui i paurosi è- ;gfì af­fliti, paiono essere fcxectUetÈt Mia pestilenza... Coraggio e- tee? nel Signore, sènzai feiéi cassare j gaiaìmenl SaèComamdaxt alle preghiere di don Fioreism m raccomando di non dimenticarsi 'li tìtòi come nella benedizione .della fine di non so quale anno: M era dimenticato di luenedire niente di meno/fc il , Msb S'.OSO l'dopo. Fnseiere della Comune. Qui alla serenità si disposa la nota gio­conda : alti-ave,, una ironica fierezza, Oónserii dice0 faglio *3T) al Troya - - perché conserverai in te un itomo M gli p*WM OÌIÌÈ si flati fra la catena da' <-i>dardi, degli andrààosi d:?nlci.0i: è**' lan dar ori. degli termia.reii:, e di tutta quella si liinga-fàattsij, ette Dante vide indegni perfino dell'Inferno, JSfon ragioniamo dump'' di loro Fa. laonde, di star ilare e sano... M ecco- =M repleando ni. consigli di prudenza datigli dnlPaMÌ'6b> - M IPfe erOiwi, 'èm-j>Itoi modesta : ... oiie si f mio mvò ed! ÉÉfcfoné1 Carlos qua, lo si professano talune idee jriù che talune altre,, e quando eltrataò non si professano né per avere iillie-i, né per avere pari.' faina, nò per mutar parte dalla state ili verno, bisogna processarle col i!aM::;é non colle -chiocchi ere . I colerosi: bevano Itile non già il medico, le suri buone parole di conforto, la medicina preparata da lui. l'obolo-modesto quale poteva dar loro un povero; (agitinone siudllitato vi- vente del frutto della penna, d È -queste cose le dico a,:il:*an:ii;co. ai