Rassegna storica del Risorgimento
LONDRA ; PARIGI ; CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; SANTA ROSA, PIETRO
anno
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1915
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pagina
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451
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Il viaggio a Parigi ed a Londra di C. Cavour, eoo. 451
politici e filosofici succintamente espostivi, dai quali ho ritratta nuova certezza di concordare sopra molte cose con lei, dal che deriva in me più vigorosa fiducia di non errare ne' miei giudizi sopra questo paese e sopra questo popolo. E per certo più studio da vicino questo popolo e più sovente procaccio di sorprenderlo sui fatto e più mi viene da meravigliare e da smemorare; né so trovare parole adeguate a definire un' indole tanto capricciosa, che talvolta pare manifestarsi arditamente sublime, poi subito si disvela vilissima e vituperosa.
Un fatto sorge manifesto e sicuro, a parer mio, nella storia dell' umanità, che specialmente dimostra quale e quanta influenza abbiano sulla nostra civiltà esercitata i francesi. Dalla caduta del Romano Impero, dacché sorse la nuova civiltà, che preso aveva nascimento dalla morale cristiana, due grandi epoche politiche abbracciarono i secoli passati, quella del sistema fendale, poi quella della monarchia assoluta, stabilita da Carlo Quinto e portata al massimo compimento da Lodovico XIV. Ma qui appunto avendo cominciato questo sistema a decadere, il popolo, che dall' oscuro ed inerte suo stato era già stato a miglior sorte sollevato dai Monarchi, per opprimere con esso i feudali, cominciò a tarsi capace della propria forza: quindi a meditare e indovinare i propri diritta', quindi a minacciare la società di una nuova mutazione, la quale per eerto da un pezzo è cominciata e partorirà, io credo, eoi tempo un sistema politico democratico. Ma dal tempo di Lodovico XIV in poi eranvi infinite cose da distruggere, un edilìzio grande da atterrare. Il despotismo di quel grande, che aveva voluto imprimer l'ombra del suo unico volere alla religione, alla politica ed alle arti, aveva soffocata nei cuori ogni fedej quindi lo scettico spirito dei francesi, che doveva farne il popolo il più atto a distruggere ogni prestigio del passato. E realmente par mi di ravvisare ogni giorno meglio nei francesi un' indole perfettamente analitica, ed analitica si che li traggo ormai a far tanta rovina, da lasciarne quasi dubitanti del futuro destino della società. Se non che a salvare l'umanità, a liberarne dal pericolo di dover disperare, rimane x>nr sempre viva pel mondo la semenza della Cristiana carità, unico, vincolo dei popoli e fonte unica di sicura e inestinguibile civiltà. B qui sperai pure anch'io un giorno che presso i Francesi si preparasse una reazione religiosa, che dovesse