Rassegna storica del Risorgimento

TROYA CARLO ; PEPE GABRIELE
anno <1929>   pagina <381>
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Egli partiva diti Hspefcto jtìji uientl,: nellia . fciil iniei*pi'.etazloo.e po­trai jMei'flrce ma mot: a cagione di precoiiò'; VtXLÌctù partiva ami secondo ttìià; on tì'oi)ei stfotìca i)aueif : bttecéia la curia j?oniaf m> <6 tiranni d?ftaììa; HQÌÌ. cera vlia Wintemlersa Tè non s'iiiteseEO'Ji piGìte la ifiuè delle (liscawsioni jj deve all'ossequio portato dal l'epe allo amicassimo storico non eerto a retììrléa di sua iéjmvinzioni. Qne-uMmo 1 invitava ad osservare; A 4torico, non può fare che i t'afctì avennia; non sieno Mi quali ei; torreBé"ehe fòssco successi ; é Njflje esso non altro può ,se non narrarli elegantemente . - Sta bene -;janlicava l'altro ==3 inaìxél/esporre i fatti- e'è differenza ì1ggiamuifó', e di tono ; e in è io non vedo che tÉÉ benevolo, afe fregiamento simpatico verso cose e persone che non li meritoo : in/vétte ttt tfc ne fai l'apologista . Vuoi tu reder véra la da tutti giurata e dimostrata falsìssinia donazione del 7ÌW6f gradila putue IÈS :tóse*iscila ip- tife pégò io I10 il diritto di esigeli'Me iLfagsei; la tu mi faccia gemere come Tacito*-quando mi raJJMsidisce con quelle poche parole : paóQSà- siile u1> post liacc veruni cruentavi. Capito non nega- la spezie di calma di cui gode Roma ; ma eon quel WzìWnAWfo mi fa sentire tutto l'onÈgHg al pensare quanto sangue e quante morti ayea costato; quella* calma. Così pure faccia il mio Gai-Ifo Mi faccia:;?* 'Sentire u eli'asserivo della donazione in discorso il cu-jnralo dei seguenti delittà,,-... [delle] ipmiani e nefande scelleratez­ze.... v . ÌBgla inoltre ce tfaveva tanto contro Carlo Magno e i fran-hi. - - ita icrefli: ;,tu gli gettava H Tron ehai longobardi fos­sero da meno di essi in batbaia1? Oggi e la moda' di difendere i barbari longobardi . - Ammetto gli rispondeva Gabriele ; ma, barbari per barbari, vale .meglio tenersi in casa quelli, .dite standovi da 230 anni, erano entrati a far parte di famiglia. Quanto ai loro principi, uno di essi era certamente assai men barbaro M Pipino e di Carlo il barbarissimo, tostoebè un secolo e più innanzi di questi due illetteratissimi era stato legislatore e.-évea dato un codice alla sua nazione . Ciò che a luì gemeva era- il criterio di-rettivó, il principio animatore della storia desidéjMav:> che potessi* sbagliare in qualche dato di fatto non gli importava gran che. li Troya gli osservava, appunto un :ewPore di tal genere, ma quegli rispon­deva aenza anibagi :; acuito il inori!, con cui quasi genealogicamente io sviluppo tutta Istoria dfil mediò evo dall'immanissìmo fatto fra Pipino e Stefano, spero che non più mi favai rimprovero dieonfon= fitopfc J'evento cM P 'JHwij quello del 1266. uicudue scaturiscono dal­la stessa (jiiurigiue e sen dell'istessa natawi 'Quasi genealogica-