Rassegna storica del Risorgimento
TROYA CARLO ; PEPE GABRIELE
anno
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1929
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pagina
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390
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39
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IL tuo libro; dununn sovra Dittiti e H. suo secolo, con, Itujftfl! irtfò tdJorio80 stfiidOy aarehbc una magra ittLoairt ECTIMI Istorino:;: tsuiiic lavoro '(H 4?rudl;dout?: fiH'Uìelìbv Un <MWiggllOi Ijj ititi .ai dllO ;Cantor UeirriUiiOì. è nuirriltm.
Come erudizione ben sWì che in 1 tallii ne abbiamo di .overehlp, ma uoj, abbisogniamo di buone' JBrt.>Ti.. Si cotanto estiuninio quelle di JiailaveiiL di GtiiceiordìiiOrf-di i lavila ecc. fr l'orsi* meno pel di loro meato poSttlko 'tìbfr per -ffittmitae ;1ui nostra WVtòyHi in fcaX genere dì ricchezze.
Offe dùnque ióffèolessi consigliarti, e Sfossi da tanfo a farlo. eartereliÀ conservar in tua penna Olila pi fi venusta e. dignitosa delle 3Mjé pixxséj alla patria. [Gito.
V'ha ifi Pia. pei' noi regnicoli elle i nostri SunituuuUi, lezzaiy StanzOi trijmpont 33oM tsni tutti i loro pregi son ben luugi dresser Taciti e; jsaliustL A' ciò si aggiunga riiHj,Kirijiute abbondanza della nostra Istorici! mtawélji to fine E sommo successo itiàitì solito la mano di abile patrio scrittore uver pjuV l'associazioni*! ;i eirili'*'ijépjli al progresso della civiltà fra noL
Il regno sembra esser 'condannato dal destino a 'rfapgradar tci di un Sècolo non appena fa. pochi passi di avanzamento, e ciò mediante qualche fase* elle di iieinpo. in tempi) viene, a iéoerfeirvi ogni latta miglioria, piai a' due monti ignivomi .elio d'epoca tu epoca portano la devastazione ;ié'-. 'oatopi adia?. dent. 'ifài-ì: M mm ìsi idele7 dìoe <lf PITP- di quando Pi ojàandò addMèucv teatro, di trearaoliche commozioni.
ia: nostra monarchia, questa terra spontaneamente -ferace"' di Ingegni ili lettiere ! -aifi appena ba ili menomo riposo, va soggetta* a politiche vicende larga di ogtff eloinififrv Così 11 feroce gioco del primo Angioino spense la, vigorosa crescènte floridezza sotto i Svevi: e gli infausti regni delle, due Giovanne- distrussero il bene operato da Roberto* e rautósoeNcereame converse In: ìiiii' bisecolare perlodovdi abiezione e barbarie la coltura sótto il domlk nio Aragonese ; cosi infine la catastrofe; del 1700, saembroj'é nn eataclismo di sangue; e l-tfitJnìs annientando 11 .progresso di 20 anni rlaeerhò le plaghe tremende dell'ultimo anno .'del Secolo decorso, e uè rlsospinse a truci lo del
Quali scene p* olort fìt WL Mvloii MfiJJ le sentenziose meditazioni di un Tucidide! fljtt adunque, mie caro CariuneJQi lascia Dante1 M suo secolo, e imprendi a* serivèM; Ha uosfojft astoria,, ttiMMPKlS poco ti sarà grata àe tfg--giuguerai qualche ignota memoria o circostanza ad. ismm che P> caser troppo fulgido èccUssa flnalun.ine gemma sé gli approssimi"; ma essft-tt*cTecre terft l'opóteosl se >I6 JàsciSral nnn luce di veritlin ed nun maestra della vip..
Ssm. giudicar 'Csage?itio: ;' ebfc Mi propongo sòl perchè lo. sftttJSVó. con