Rassegna storica del Risorgimento

TROYA CARLO ; PEPE GABRIELE
anno <1929>   pagina <392>
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lUcvardo Zagaria
ora else non: le deduco da. wusloeinU. apodittici; o io ffrfort* ina da' CjtUiUv r. babllirientó errò. lo nelPlntendére e classificare L monuménti tlft'c ifé offre Pisracìa del! sedere uman e. de*' auL filologici fenomeni; ma quelle lapidi m là. Procura di "venir presto in Firenze perchè ne discorreremo; profitterò jfcl-lor: de' tool lumi, aiuti e criterio. Infine, Ito tale opinione di te che detterai tu la lezione; starò io ad ascoltarti come un disccpoluzzo.
Rammentami alla memoria dell'ottimo collega Imbriaci., e rinnovagli i'ns-sicarazioue della mia stima, ura ila tua salute, perchè còsi facendo conser­verai quella di un uomo. La'terra abbonda di bipedi senza, jpiuine; non gi.à d'uomini. Non so qua! filosofo spiumò un povero gallo vivo* e- lo lanciò nella scuola di Platone per deridere, la di costui definizione dell'uomo. Piatone però non aveva torto nel cosi definirlo. 11 male è cne* questi spiumati galli sonosl per noi conversi In avoltol più feroci di quello che la favola finse stizzito a dilaniar M viscere di Prometeo,; il quale alla fine non era poi stato cotanto malefico all'umanità facendole dono dell'utll fuoco strappato al sole. Cosi ra Il mondo.
Teco conversando non mi era avvisto della mia pedante ;e pesante lun­gheria. Questo picciolo spazio che mi rimane sulla carta, uopo.. i che;- jo lo -consacri al voto che tu sfcii sano e lièto ; e che tu rimembri qualche,, voltai l'amicizia e la stima; del
Tuo aft.mo è vero amico
<;. . Gabriele Pepe,
i
2.
Firenze, di 16 maggio .JKJgj ttJftt: ro e stimato CTarUtccio,
Tu mal mi conosci, e mal apprezzi te stesso se credi che io possa esser teco in collera. Né tu sei fatto per eccitarla in chi sa estimarti ; né io per nu­trirla verso un uomo meritevole d'ogni stima ed amore. Se differii di scriverti fu perchè m'aspettala'*: ed esser voleva il primo, a darti buone nuove nella speranza di qui riabbracciarci. Ma siccome la fortuna che ordinariamente non mi fu prospera, volle essermi avversa nuche nel piacere di rivedere un amico, còsi non so celarti che più volte incominciai la lettera, più volte la Interruppi, non sapendo né come dirti né come tacerti quel che riguardava la tua rimessa domanda.
Sento da Poedo che sèi Sulle mosse per recarti in Bologna. Questa tua risoluzione mi fa cambiare una mia. Aveva in pensiero di passare 11 venturo inverno in Soma, non perché mi trovi, male nella felice Toscana, ma per sfa* ni Mi ari zzarmi co' prodigi d'arte di costa, qual vo' facendo e fò da un anno