Rassegna storica del Risorgimento

TROYA CARLO ; PEPE GABRIELE
anno <1929>   pagina <394>
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1 Ove ali Iattura abbi tu rullio quaM"' inl'irroMhsuzu uel ruuvnmiWti dui pensieri, sovvengati ette l tipi KOH ìtaìtte I verni fMiiceal, 1 quali tfKr deg-gloup ile. cesura nel mezzo.
Quando ti esórMìva a erlvere. l-lsMarfa palala aveva IMte le ntìe ragion!1 pei! farlo. Nù desisto dull'esorturtiei poi elle ne ho tuttavia i stessi motivi. Veggo neU'lstorlco arringo ano il quale meco sostenne in Germania die dritto-delie genfci e publico sono una sola e medesima cosa ; che 1 nostri duchi di Sa­lerno, Benevento e Gapun, prima della fondazione ideila monarchia, antichi* essere dinasti e principi sovrani, non erano elle qual i Coionnesl e gli Orsini, nel secolo In Roma ; de" potenti doè torbidi V filatosi; che Giuseppe II; era padre di Leopoldo!... e che so io!...
Addio, mio coro e stimato Cnr]uccio. Tu .bramavi lunghe lettere ed eceo-tene dna con noiosissima interminabile caterva di ciarle, aia se la tua lstóti zione rinverrà frivole, dappoco e stanchevoli le fin qui dette, abbi per?* per: non ciaf hi la sincera assicurazione di quell'iriTettuosa stima ed amicizia co eul passo ad abbracciarti. Il tuo vero amico
Gabriele Pepa:..
.P. 8. Mille saluti ed amplessi al buon collega Imbrianl.
3,
T- Carlo Carissimo,
Rispondo un éw feÉt affa tua del lC giugno, perchè sono ;stólj?' Indi­sposto per più di venti giórni. è cper una quindicina molto molestamene Ora. urtatilo vado assai al meglio e spero domani incominciare a uscir di stanza. Tu Intanto non dir nulla di tutto questo a Michelino-, se lo incontri, onde egli non allarmi la mia famiglia con notizie vaghe. Consegnai l'acchiusami a Poe rio. U quale mi disse d'averti risposto direttamente. Debbo poi con mio grave-dispiacere dirti, mio carissimo Garlo. che non approvo affatto lo spirito col quale vai componendo; 'toni istoria. Vero è che, ìn: queste materie come lu­tante altre, la mia. approvazione o disapprovazióne non ha dramma di peso. Ma ho anche lo studiato alquanto n corso del medio' evo;,, > sei: noni fJ'erJ rat-tenerne in mente l'Immensità, de* fatti, almeno per seguir lo spirito de' tempi. Forse-là'.non lii ;ccdo in ammirazione per tutto ciò che [! que' secoli era opera Veramente Italiana; fatto sta che non saprei dire se al poveri. Guelfi fosse pia-amico H Vaticano oppure l'Imperio, Il certo si è che Bonia trionfò quando spense la dinastia aveva t e non so comprendere come ogni italiano non alta­mente si rammarichi di quel trionfo, mentre anche ammettendo le più tristi1