Rassegna storica del Risorgimento

TROYA CARLO ; PEPE GABRIELE
anno <1929>   pagina <395>
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soril tìa? ne avrebbero pensato venire aiTOaila.. u caso opposto non mai ai certe*. poii'eMuoi 'ètar peggio ffl. auel che SiaWio- oggidì per le fàtallssime con faènze <ll yflìafòìita- comuna vittoria, .cimano allp. valghi: ÉonMtoue pipjnlami, poi, opino che un tale argomento traendotì inerì iiiii tuo eerelìiO nuoccia ed all'interesse ed atfw scopa, delia tua opera. Vorrei che leggessi Vico pen con-vincerti deJl?4nipoSljSra! di <'tàe tu tieni per vero; E] Vico ha, maosWato con esempi tene> due barbarle la vera origine di ciò che a' giorni nostri eMa? uniamo beni o possedimenti eeeTeiéi; non; erano punta' donazioni; ftf 5olt< meno donazioni fatte da' principi; bensì 1 popoli per premunirsi contro alle taglie, devastazioni, ecc., nelle epoche delle incursioni, nteÉwano 1 beni sotto la protezione dell'Arti. Vorrei dunque che 31 leggessi, il Vico è necessario a m fcene leggere risjjój Mim non lo ere Itoatile a r,',lia ieve scriverla. "Gasi già, mio caro Carlo, stile e spirito. Sarà uno sforzo d'ingegno che non farà anunlrafi1 da veruno ; e sarebbe poco se attirasse solo II non essere ammi­rato. Téino di peggio. Scusa il mio., dire alquanto Intollerante perchè di un convalescente. Ti abbraccio .
4.
Napoli, 25 luglio 18f tdata del t, piSU Carlo carissimo,
H Ti ringrazio oltremodo del i>remnròso affetto con cui ti mostri sollecitò della mia salute. Il mio incomodo, tuttoché noioso e dirò aueb.e- molesto, è- pe­raltro sicuro. on ne m00. mm manane:- miàM- m pela.. Torniamo ora al subietto delle'ultime iuiè poche frasi scritteti nella lettera del Bepeiiti; su­bietto che nel modo con cui hai risposto ed a Bepetti ed a me, pass die non fi sia monto) 'andate j SM.4 Ma. amandoti e stimandoti lo moltissimo, amo eli vedere.' mifa, sttjjo: 'carissimo: incile' stimarci > ammato, non già o non curato o : deriso; odagli altri. Onde è che1 se di nuovo Insisto sull'istesso argo­mento, il devi attribuire a' sentimenti che tu mi Ispirasti non già al desiderio li dottoreggiar con un dottissimo nelle materie Istoriche e in tante altre. Tu mi dici che Effétorico non può faro oTie i fatti avventiti non sièn tali quali ci vorreòe; che fossero successi: e cito esso non altro può so non narrarli eie-' gànfettieiìiie. N lo' tèi contendo. Nluno Isterico per esemplo non vorrebbe che fossero avvenuti pesti. Inondazioni, trèmuoti ed.esili al mondo; ma polene per lèggi 4nevHablH ùrtfennero, lo scrittore narra? Questo ferallsslme verità suc­cedute, Sitano isterie? però se ne fa mal l'apologista; ed è da questo mal' spe­sò -untelo, che Io vorrei che ci preservasse Li mio :òarlo Mrlsslmò. Sostenga egli falsa con I moltissimi, oppure vera con pochissimi, e tutti venduti scrit­tori, iti 'controversa donazione di Pipino a Roma; ciò nulla monta. Ma far