Rassegna storica del Risorgimento
TROYA CARLO ; PEPE GABRIELE
anno
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1929
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pagina
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397
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nel menLra ejsa nullo nel mTrtòrare. min òiv~at7i rutiira, em gravido sol di torbidi por l'Europa <e di calamita airitatln, Sorse lutine Un ordine* 11 di eul supremo niaesirate dovendo ;Vìre in Roma, per Assumerne autorità e conferimento},' óccnéloilo le fntall*8Ì;niie olliionl con la Chiesa : 'ólltsfóbi> che '8: sarebbero evitate1 ove non :1Ì fosse statiti! lineila superfetsKlone eunuca die un jrtincipo tedesco doveva venire in Roma per scadere quel, potere proprio a danneggiare solo gli italiani. Parlerò lo delle discese de' tanti' principi germanici, discese che hanno la loro radice sol perchè plncque al papa di chiamare in Italia un principe franco? Ma dirlo; a. te 6 còpie nn volerò Imprestare la luce al sole. Por non ostante le tennero come altrettanto epoche di orrori ed atrocità. Imperocché atrocità ed orrori ri furnun nelle due; yigte > ax lo 11 BarbarLssimo ; e in quella, 60 anni dopo, che fece jfèafgl ÈÈ {portando la desohiTioiie fino a Benevento sve M: prlgjmittoij e in quella dell''877 quando Carlo il Calvo vi fu perseguito dal suo competitore Luigi il 6rmaralC9ìf S in quella di Arnolfo, che porto le sanguinose guerre fra Berengario e Guido; e in quella di Ottone I hi cui Bornia fu due volte manomessa:; e in. quella di Ottone H, larghissima di sangue e perfidie contro a' Senatori romani truci-dati In un banchetto: e' in qtielln di Ottone ni. gli orrori del quale sorpivssnno ogni dire; e In quella di Enrico II e funestissima di Corrado: Salico pel de-cretato nÉÉfc lieta di Bofteaglla.'è Tàelil'alfT.'i di Enrico HI. che portò rapile ed eccidi fin nelle Provincie dèi nostro: regno, e nelle tante discese, infine, Brajieo IV, nelle quali Roma fu. due volte saccheggiata or dn* tedeschi or da' normanni. Tristissima lunga epoca di esili fino alia -brave pace di Wonns. Dissi "breve, e dove? dir brevissima, perchè Ire soli anni dopo Incominciò hi discordia quando Lotario fli-volendo papn Innocenzo 'it nel tnentre/ Ruggieri voleva Anacleto, vi fnron guerre e sollevarionl generali vét tutto il nostro Regno. Altee rivoluzioni sotto Guglielmo il Malo vi mosse l'intervento del Rorbarossa. il di cui lungo imperiare faida noft è necessario. else lo.f;àiea quanto fu sanguinoso III Italia. Il dicano ili* Orti e gli eccidi di Milano, Crema' e dt tante altre città italiche, 0 parlerò della discesa del suo figlinolo Enrico: VI, le cui ferocità furon tali che la stessa moglie 11 fece fare imprigionare e forse anco morire? Ma non più, di questo quadro ferino. E tu non potrai negarmi che cotanti delitti ed esili erano altrettanti inevitabili corollari del maledettissimo operare del papa nelPVIII secolo. Carlo, min carissimo amico, mio fìratetìo del cuore, non chiudiamo, e: non cel dissimuliamo. Io con intensissimo cordoglio ti veggo propugnatore doll'lnlqulsslma Ruma ; e mi spiace quanto mi spiacerebbe vederti campione der VardarcllI, o fle* RoneaAa'iflMtri ateo.eis-islml maanadlerL Cóme mal tifi, il quale nel decennio spumavi d'ira e di rabbia vedendo i francesi nel nostro Regno, sei si pietoso; con ch'il non appena ve deva il menomo vigore In qualche principe itali ano, In anatemlKSfiva, e Ghìa-