Rassegna storica del Risorgimento
TROYA CARLO ; PEPE GABRIELE
anno
<
1929
>
pagina
<
409
>
Q.arlellù P,ap fa .QiìH'ìfj ptfoj/a 409
gassato Vépooa doli, pace djRtó "À CJhtesa,, voglC ondar rarcEaeendo certuni aggettivi in nouunando X cristiani. Questi non turano Veri, tot che durante tfctià gloriosa del umttttìo; ma poi divennero anche essi uomini ed indégni del hi missione evangelica perche Dei'secutovL i>. Epifanio ne fu utìOi. Én oltre stml la persona.
Tanti cordiali ossequi a tua madre ed alla tua signora, e credi non ultimo firn quelli che ).gl amano e stimano U fitto
Amico v:cejr)o
Gabriele.
11.
m'aita, 18 Ottobre 1840. 'Vkffltàf- caro PÒ. afflino G'wrìo.
m
Risposi subito, come tu mi ingiungevi, alla tua gradita e lunga lettera -del 6 Ffatre. :redo che -la m'm -imposta ti l'u ricapitata. Racemi intanto di seri-rertl la presente-, e- pél piacére- di passar liceo spiritualmente un'oretta e per annunziarti che in sui principi! del- .prossimo mese sarò costà a riabbracciarti, ed infine, perchè mi place di ripèterti la téstiiuonianza tanto della gratitudine alla tua cortesia in farmi.-generoso dotto della tua dótta: oper quanto della stlttìa In cui iti- fio. io come: ituttt coloro che qui la hanno letta. 'ilio abbiamo per la immensa erudizione, per la "lucidità dignitosa dello stile, e per l'ordine bellamente .daiiìo; a tanta materia; svariata per luogo, per tempo ;per attosSI,
Malleveria della stocericàì M innesto elogio, voglio e spero che ti sia la candida franchezza amichevole con la quale ti scrissi dò die non avrei voluto leggere nel tuo; flftndewde libro, od almeno mi sarebbe assai piaciuto leggerlo più come sentenza di probàbile ipòtesi 0 congettura-, che d'incontestabile ye-T-itfl; isterica. A ,v6e basta ;PW tenerlaMeb 'trovarne la menzione in qualche storiografo od altro autore antico qualunque. A me questa menzione non basta, né. tango. 3>er istprtap tljjjtp dò che trovasi detto dagli StorlcL Ei vuoisi la debita e severa critica nei cai erogluoto-'verlflcare se debbasi 0 no avere per credibile iia* notizia. Per esemplo, Svetonlo parlando della prodigalità di Oesare*. aiCtìì die tale erai 'la somma de* suoi debiti, d'aver eletto egli stesso éjj. anche ove el vendesse tutto il suo patrimonio, rlmatréhbe debitore-.'di! <éh milióni, di sesterzi (non ricordo ora se yra/ntii o piccoli). Ac te basta qpeV ta notizia per ammetterla A aie ifoi perche Mettendo che .Crasso. Il quale e gli al fece mallevadore ctò eredito*!) fèi il quale; non solo non ern punto generoso del suo oro ma ne era anzi a varissimo, non avrebbe certamente com-nrohiesso le sitò- Immense ricchezze mallevando un cotanto indebitato, stimo
9