Rassegna storica del Risorgimento
TROYA CARLO ; PEPE GABRIELE
anno
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1929
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pagina
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413
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Gabriella lpv < Carlo Ti'oa 413
festiiUoutòt 2*1 iitì, oa uòft :<sMtmupo*aneil 6. fili contraddizione evidente tea fatìpèra ed ti eafcufr uonchò l'indole deiroonm cut gf imputa lezione. Dione fè 'Il solo etiQ j>tìtU di quella jerurgla ttssatgo.
Verun contemporaneo é Cesare fr ,ÌÉ ifiliiov 3Ì8 mal tìieMilfe che Ìé ;petiea 3 qtìtìM :iiìnp64 Botando e setTadp. ad; Aiifciw? ad 1tr suoi famigliai -tutu gtlaueddolucei m*< 'jojtóàfc già venisse É destro., Sdogaste li suo malti umore, tivrlg <(> licereljÈCtpa bfll'aB).t.6?. 8j{ gufe:.ienonuttfi. Dione dunque paga >.. Esìmilo w>titaario dì quelli che sotì tìU a diiauaieiie notizia di gran momento: 11 trlbntoypqfe di non eSsser- creduti; .JDgM! oltre a p8- taceva, u secolo e= fi ribffip lèi cose jjg pwS circostanza che mote gli <UmInnlseé la fede ia-quel dìo àlee; H' 'In ulUmu Iflncomarahilita del iàfg>-col noiissimo n-j,octO:dì pensare <M. aglSe ài Cesare in rlgtìittd/o; iaìtitìè còse. Ben 3; credo in Augusto queH'effèratéga delé PjigMe, dt col in dubiti; ian*ch> : JSPJÉ>; in ;(ìiWiau(): Santo, fot sanguinaria Indole quantfO la superstir fcto6it> questa non men di quella in grado supremo. In Gelare dal' suo canto "è notorio dei pauìsàj Spìeastoe a sparger sangue, ad Infierire ecc. ecc. e ri lo spirito sciolto ti.fr ehecehè tosse freno religioso e. più di Questo superstizioso. Cneng teco delle ponfcradlzlonl, si frequenti nella nostra imperfetto uìtìàffira). 3Sbn! til'cd quindi llmpossiblM qUèì sacrificio amano1 affermato da Dione: tini, non ierehè non inmdssibile, vuoisi o puossi ajiuuetfcerJo realmente av-'StéSuStìv ' É MM,. urlo' :.eaaa>-; émii; nn potemilSSimo elemento di crltlca> ette "1 jtauto più messo iti compilo quanto è men computato, e neppnr detito frèljfè regole don'anzidetta arte versltìcatrieèj1 ,tè Questo,' l'i iJesagerazlone in cui mene grandi calamità pubbliche cade in buona fede si la pubblica opinione come lo storico: eb ila: asaceoglie e mefite stella sdorisi. Ber esemplo, nel otìia>: ìnoS leggiamo che fra le ferita dèi ÌIQO fu Napoli vi fu anche qùJHìt di mangiarsi la carne umana... r, conformemente ;a* tuoi pràuciM, i posteri debbono: crédere? a questa notizia perchè la lèggeranno, in uno. storico riputato' [dégno M fede Ma iirtauro (e qiul 1. prego; ifl jaetterti la mito sul eutìre)i < :jUm niai questa nefandlzla ed esecrabilità in Napoli? Senza punto intendete meno-mare' -le; 'fecole, ed orridezze popolari o più. alte di quella tristissima epoca, si giunse Art* nostri lazzaroni all'orribile, estremità in discorso? Si mangio-JIorsi> per .1 publvlit-he vfe la carne umana?: fo vè; totìto. volte-, iiò, cbeeebò ne-dteano Botta e 'ta.u;t*i aìiri-13' tu sarai, spero, uneeo tm ;queÉo- asoi. cosi pure dobbiamo intendere molte cose- della storia antlert* tb l pÉ irf>ii è un buon prcfiettitt' da seguirsi anehe- .ueliiai :sto.
io partirò -fra giorni per coStft. -NOiu mi sariveré* ifi, dunque. Ossequio r eon dlstlnzlome la 1 uu1 Sig.a Madnr :e- la. eonsorter e- ti abbraccio.