Rassegna storica del Risorgimento

1822-1829 ; BERCHET GIOVANNI ; MOTI 1831
anno <1929>   pagina <422>
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l l'itela Caiani
ann cale le niiuaeeie fleWAnsferia o nati *d preparavano serljuiien t>* a te valere con li? armi i IGEO conculcati ;4i ritti.
Ma; Tlerclietj ehe già* , tentava' segretamente tà un voltafaccia hxtmoesf . fronte alln nitnaccial; invasione austriaca, guarda, co-ster-nato gi?frie0.cient Mvelnzionari e adocchia ia'épldatìte> ite rajuaor ne del Mintatgro. di Parigi.
tfina lettera della marchesa esorta Bérchet a sperare ancora.
Confèsso d?Sivp lede: anch'io in fondo al onore egli riajrtMu de. Sìa quando il presente, bello, splendido, stava li lì per essere aifeL*ato, vederlo ricacciato indietro da un branco d perfidi im~ becilli, è impossibile non aver Paninia negra come il cappello. Di- <sc imbecilli, porcile:M limstero di TTraiueia, lasciando perire i po- lacchi e i Belgi e gl'italiani, prepaia piti facile: la perdizione an- che de' Francesi. La guerra ha da venire, e quando gli eserciti ne- miei avramnot .Mbnìàto a casa loro, trionferanno più fàcilmente. a casa d'altri. Stolidi ! mettersi in capo di mutare istituzioni e di- nastìa, e credere che le dinastie vecchie ed assolute, dican. bene! bravi ! e stian zitte ! Lo vedremo.
't Intanto, se gii Austriaca spassano il ]?ó>- è pur certo l'I-; t'apìi .eènjfcraffe a sdii ceciata. Salveremo; almeno l'onore froionie Fhaitino:- salvatQhj; ifMacchi?: Elio lo sa. 13: snelle sciagurate citta d'Italia ne farsi un corpo solo, né unirla con Roma, né compier la rivoluzione almeno di tfvitìsto: H Modenese ! ÀìjJ r/ da perder la testa. Un gran chiacchierare si fa laggiù, un operare pócp.,. si quel die pare, I. Polacchi hanno chiacchierato poco, e si sono battuti da lioni. Spero molto in Zucchi, ma può egli far nascere dalla ter- ra, uomini, armi, denari e volontdi disperata? 13 che fanno i 0o~j a verni laggiù per provvedere in parte a queste cose? Noi so. e,temo sia ben poco*
Mi sfogo a dir queste cose a lei, perchè qui non le posso dire con tutti. Vì ha ancora def1 igoffi che millantano il valore che an- cor Jion sappiamo, e si fidano sulla virtù prisca, sui figli di Bruto I fé si tengon certi della vittoria.. Bio. voglia che il goffo sia io a- p.4).
In, fe stato d'animo si trovava,.(quando gerisse il iifii di"guerra : All'ormi ! All'armi I
I3gl eoMèssa di raverilio iécrtttp senza gran voglia solo per isnien-
(u) A. 36. fase* 15. Ueiiii- mm.. . Ginevra i3: mmvo! iii8