Rassegna storica del Risorgimento

QUINTAVALLE FERRUCCIO
anno <1914>   pagina <146>
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14'6 MbUografia,
del che ai ebbe un'eoo anche nel cougreaao con la proteste le? ruppre-sententi di Mercatello, " Ya*ì comuni, allora aggregali né una città, ywà ;aetelli, dipendenti da un eoniunéj aspiravano a Eberarèi dalla sog­gezione eecolare,"*fcententì digO/assare sotto la 'Jnendenaa f ' m nuove eentro pur di uscire da quella dell*antico. Queste agitazioni furono vi­vissime, quando sul finire del 1797 cadeva iil Governopontineioie si protrassero a lungo aumentando l'anarchia deliantièo ducato. Come a queste difficoltà non poteva riparare il congresso dj' l0i: cosi1 neppure potè tentare sul-- serio di risolvere la contesa tra Pesato, Ohevoleva con­servare la sede del Govèrno provinciale, e Urbino, che mirava a riacqui­starla con'tutti i mezzi, subordinando al soddisfacimento di questo desi­dèrio la permanenza de' propri rappresentanti a Fano. Una sola cosa parve risolvere questo congresso cioè l'unione alla Repubblica ancone­tana; ciò fu l'effetto del contegno del general Berthier* il quale, Slitte uscire precipitosamente dal territorio le milizie cisalpine, aveva dichia­rato che la Francia non intendeva che le nuove province si unissero alla Cisalpina e aveva consigliato che si congj ungessero, entro venttqìwttro ore, alla repubblica anconetana* già riconosciuta da quella francese* 11 congresso non faceva in sostanza che eseguire ; Ira. ordine. jJDoal tra il gennaio e il febbraio tutto 1''ex-ducato di Urbino si riuniva alla Repub­blica Anconetana, abbracciante la odierna Marca oltre Gubbio a Città di Castello, repubblica durata sino al 20 marzo Vf9B, aUóréh, alla pre­senza dei delegati delle vaine ejtj vjenaièi eomfìpa la proclamazione uffleiale in EOma della Bepubbtica Bomanaohe comprendeva-tutto Pnìno; Stato ponitelo,: eeeelftò. Pesaro è feft, lasciate alla Cisalpina. Cosi ees> sava dl'aSfisterej dopo poco, -.pia'. 'M WàW M vita, la Repubblica Ancor netana,: ohe divenne nujo degli otto dipartimenti del nuovo Stato col nome dì dipartimento del .Metani Urbino ; il up territorio ne segui vano le soÀ? L'amministii'azione centrato daìi fllparétmeiite restò in Ancona; sic­ché Iti cambiamento di Governo aWehne senza scosse e passò quasi ikosserval tonto più ohe non muto Swfconazione polisca, e la ban­diera della uova TepnbbHeaf bianca rossa e nera, m innalzata ufficial­mente in Urbino solo il 23 giugno 1798.
In questo stesso capitolo, dedicatojall'invasione degli insorti di Citta di Castello nel territorio urbinate e all'inane tentativo .d'occupare m-bino>. dove l'insorgenza per varie ragioni non era vista di buon occhio, moto che non tfir Punico nella Marca, poiché vari conati reazionari si ebbero specialmente nella Valle dell" Esina e noi contrafforti .dell'Appen­nino circostanti a Iesi* al. gassacelo, in Apiro, a Cingoli (marzo-maggio 1798), e in altri cinque capitoli l'A. racconta le vicende dell'ex-ducato d'Urbino fino alla catastrofe della Repubblica Komana (p. 74-128), Le