Rassegna storica del Risorgimento

QUINTAVALLE FERRUCCIO
anno <1914>   pagina <147>
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Bibliografia 147
notizie pia importante sono contenute msl capitolo VI (p. 79-90), àw sì pone i:u tMàxn, luce la sbaglila otreoscrìzione territoriale della Repub­blica romana, elle intralcila fl funzionamento di; tnfetìf *ami dell'amailtti-strazione e danneggiava pei q.ttautc Mrac*resfa TTa-liJno, gì interessi della .città e del tarrltortor inoltre ned capitolo 5ÒGC'(p. 91-107)',-.elmièSum rassegna minuta delle condizioni economichej'4tì'"durante hvfèpub-blica Romana ; donde appare -come tosse foìailè loatato dell infelice paese, privo di denari e di viveri sino dal lil, e sul. ornile piombò fl doppio flagello dell'invasione cisalpina,*fiatacene, dei pesi dell'occupazione mfc li tare e .dette spogliazioni dei liberatori.
Non è per ciò da meravigliarci che nel principio del 1799 la miseria: toccasse il colmo e raggiungesse proporzioni spaventevoli, quali forse non ebbe più occasione di soffiare il territorio d'Urbino. La miseria ge­nerale e la mancanza di denaro facevano si che nel territorio urbinate il. commercio de' generi di prima necessita fosse quasi nullo e costringevano quindi il Comune a provvedere esso stesso a' viveri necessari j>er sfa­mare la popolazione. Anzi, per la mancanza di denaro, i contratti di com­pra-vendita si trasformavano in permute: il Governo chiedeva ad ITr- ' bino dei bnoi ed esso oflriva MI vece del lardo; 51 Comune contrattava dell'olio, a Cagli e dava in cambio delie pelli, di bue, del sale a. Pano e dava in cambio del formentone. L'estrema miseria acuiva naturalmente i più gretti sentimenti d'egoismo e di campanilismo, fomentava dissidi, die dividevano i Comuni che avrebbero dovuto affrontare uniti le calamità presenti, diffondeva in Specie dòvùngne l'apatia, la sfiducia e mille tristi forme d'accidioso malcontento. In tali condizioni si veniva maturando la rovina della Repubblica Romana, talché essa, insieme con le :altre repub­bliche italorfrancesi, cadeva, quando tra noi, nella primavera e nell'estate del 3.799 precipitavano le sorti della Francia.
;osl il Governo provvisorio austriaco (giugno 1799-luglio 1800) resse l'ex-ducato d'Urbino, che insieme con la Romagna, la Marea e l'Um­bria restò in balla dell' imperiale esercito, mentre a Roma s'erano inse­diati da padroni i Napoletani, e lo resse con quelle forme rigide e se­vere, che contraddistìnguevano l'amministrazione austriaca, senza che si possa negare ohe il programma amministrativo enunciato (50 agosto 1799) da Giovanni Domenico Da Jaeobi, Sopraintendento Direttore delle buone Popolazioni armate e da armarsi nello Stato pontificio a favore della Reli­gione e dell'Angusto nostro Sovrano, che sta per avanzare verso Ancona e Senigallia per incontrare l'Armata Coalizzata, e per togliere ogni speranza di ritirata e di ripristino al comune perfido Nemico , com'egli stesso si dichiarava nell' editto circolare del giugno, fosse tutt'altro che disprez­zabile nella sua rigidità, e tutt'altro che inutile in uno Stato, come