Rassegna storica del Risorgimento

DRAGONETTI GIACOMO ; CARBONERIA
anno <1929>   pagina <568>
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58 Lcmbwtó Chiarelli
surdl fè dalle inconseguenze, ma ancora del fana'tìjmìo, ddlasuipersti-" zton f alM male? Io pelo* invito ognuno a fate miglior uso del pro­prio òrfteióij m m ponderai meglio il calore delle di loro difficoltà col paragone e colla fora idi <jf [èie; p può loro rispondere. J3< prima di tufctoj quando mai si è Jnèso ,É?e fitte sia ttn delitto ed ìndi-zio equivoco il guardare un Segreto, il ialite gÌÉ un mistero? E ehi non sa- che il segreto è Ifamima delle grandi '.' stórciti imprese. e che in mille casi giova* e conviene religiosamente custodirllòf Qua-Fé maft Quella legge, che ci obbliga a promulgare le verità che si conoscono? All'opposto è sicuro che * assolutamente non conviene manifestare le verità: a coloro,, ohe per ignoranza, o per malizia possono esporle alla derisione 1 al disprezzo, e sacrificare nel tem­po istessO' il Mosofo che le ha concepii ed annunciate? pJ-
Prima dell'epoca del coraggioso Colombo non fu forse un de­litto gravissimo l'immaginarsi solo la esistenza di un altro Emisfe­ro? E riaimortale"!Q;alileo non fu disgraziatamente punito per aver pronunciaiaitate della teri? Quali sono i Ocfrpi jfetó di tutte le classi che non aWal una certa ite) particolare. liturgia?"E cui può mai condannare ragione quell'uomo che a forza di raffinare-il suo intelletto, dì elevare l'anima sua, e d'Ingrandire le sue idee si lascia trasportare persino al sublime ed al misterioso? I Liberi-Carbonari daltEonde*, nel nostro Regno fra l'altro sono quasi tutti' conosciuti, note le di loro BB. (baracche è persino il tempo delle di loro riunioni. Ohe se in altri luoghi non si rendono palesi, biso­gna ben dire 'Che albian delle fortissime ragioni per tenersi celati : la barbarie de' Tiranni, degli oppressori del mondo Si'è la primiera ragione. Queste medesime ragioni, che dipendono appunto da' luo­ghi da' tempi,. ,e dalle circostante, hanno inoltre indotti senza dubbio primi Eègjstetòri dell'ordine a coprire col velo del silenzio le loro più sublimi ferita., le loro principali leggi, ,1 tutto ciò che poteva recar danno, e nocumento alla natura dell'Iustituto.
Del resto è un errore quello di giudicare di una società di uomi­ni dalla idea de' suoi misteri, del suo linguaggio, de' suoi emblemi. Gli uomini non sono che esseri sensibili, i quali si lasciano piutto­sto guidare da vivi impulsi della fantasia, che da1 freddi calcoli
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(18) Non onim fa éft mi/alaria noti MUIOMS prafttiM, ne per impennami
ea 8ub8aniumL Quotili rtinkma.al riferir eli S. Attanasio te; ribadita Su' ve­scovi dell'Eolio, .congregati sitì Étaodd fi 'Alessandria quando tUgrono con* dannati <ia Giallo il gli ffinseblanl jfér à'ver essf avulsi la ÉEprMdSÉiiiza a? parlar troppi apertamente de* misteri avanti ai Sellili