Rassegna storica del Risorgimento
LONDRA ; PARIGI ; CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; SANTA ROSA, PIETRO
anno
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1915
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pagina
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471
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TI viaggio a Parigi ed a Londra di 0. Cavour, ecc. 471
ebbi in giovinezza. Vero è ohe quell'ardore eira in me accuso dal desiderio di visitare l'Italia, maggiore di quello che poscia in me nacque, di visitare Francia ed Inghilterra. Amore mi condusse da Torino in Toscana, a Roma, a Napoli ; ragione a Parigi e a Londra, citta degne di essere visitate, studiate, ma ch'io non prediligerò mai, ch'io anzi posporrò sempre alle alme citta, che ab* belliscono la mia prediletta patria, Non ch'io non riconosca avere queste citt-a straniere certi invidiabili pregi, che mancano alle nostre, le quali poi posseggono altre dovizie che mancano a queste, ma le prediligo, perchè sono tìglio loro, perchè alla loro glori, alla loro prosperità e alle loro sventure partecipo come ciascun aglio alle glorie o alle sventure di un padre. Sventurato colui che questo amore non sente ardergli il seno, che può anteporre alla propria terra, la terrà straniera e sopportare con serenità l'esilio anche volontario;; costui è un indifferente che non ama nessuno, che non a amici e non sente gratitudine per i benefici ricevuti o dai parenti o dalla propria terra, non à religione che gli ispiri amore e venerazione per ceneri degli avi e devozione per i monumenti delle proprie glorie nazionali.
Ma altre ragioni, oltre alla lontananza dalla patria, mi fanno ora procedere col capo basso e sovrappensieri. Una lettera di m. s.1 m'insinua nell'animo timore ed incertezzav Ella h dolente ed a gran ragione ed io non le sono vicino per consolarla. Oh questo è pur troppo grave all'anima mia! Poi l'ozio altresì mi accresce la molestia e la tristezza. In viaggio benché si vada girando, vedendo, meditando, considerando, vi sono pur troppe ore, in cui non si sa che cosa diventare né a quale occupazione dedicarsi. Allora è quando io sento più forte impadronirsi di me la tristezza. Allora io penso a me medesimo e riandando al passato, e tentando d'investigar l'avvenire, allora,io mi umilio e per poco non è ch'io non m'avvilisca, ma considerare che a 30 anni della mia età sono giunto, e in questa! terra di lavoro io non ho seminato Che arena e non ho raccolto che nebbia t M 30 anni l'uomo è giunto alla meta della vita utile, io forse sono più presso al fine di: essa die d'ordinario si suole a questo punto, e qui conviene una volta por termine ad ogni trascuratezza, ad ogni perdita di tempo, ad ogni ozio e porsi a lavorare, ad operare, onde render se stesso utile
1 La sorella Lnma Saraceno.