Rassegna storica del Risorgimento

DRAGONETTI GIACOMO ; CARBONERIA
anno <1929>   pagina <599>
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Vn o-pmeolo Carboftwo 4 820 599
listane -clic feritóia' jfegp, delle quali Q0*QBMG è ripieno, sembra pco priamentcjnehe non L sia eproise '. .solenne, itifee- jtt'ott'ifrossa essere vestiito' ilii tutte le apparenze della verità, e diemòia: vi A verità così chiama ehe. non possa essere gtià/pwBoine ufi !0jRè* Se -6 -così ehi potfcà condannar inàft un QojB>òBaro. che r mezzo a tante inconseguenze ~e; iddissioTsi degli nontinti ;iciireondato per ogni. dove dal gl'esente giudizi! -> dalliiigaMfò gì KJjibiidia indefiamén.té di diseostarsi il pio; ohe può dairerpoEé e di andare in cerca di quel­la verità che sola serve a conoscere i propri e gli altrui diritti <éd a Tenderlo illuminato <* tee? B -dopo che il Carbonaro a forza M sajàfeafeeon esattezza la natura delle cól'- è arrivato a discoprire e. efflNSSMé He : pin< sublimi ied importanti verità, -dopoi éÈ a iBm ''iH* continui Cd indefessjaaìgli avrà ù*ova.to- risoluto il modo ed il mezzo come sollevare la Xàtria da quelle'"pene da cui potesse esk etilopressa olii può mai iavere faggio di eoiidanmafoa'égli tà iSRQÙe In obbligo djfcè*e di nasconderle a coloro che possono o disjntezzarne o fjjrae un abuso o intralciare la riuscita? Nom-itìl perdia eli vista' i grandioso esem-pio de* celebri filosofi deDa più re-Tmota1 ;à'nfi chità.
Quei profondi e diligenti osservatori della, natura e delle cose,: sdegnarono sempre di palesare le loro: scoperte, ìei ojo massime e le j loro (tojfefcriink nella maniera: É mi: da (altri: si ronidvano .noti al Pubblico gli *>ggetr eiiviiv e tlonixestci, Quando credevano -di ave­re discoperta la vera ragione e la estanza delle cose: non -si arri­schiavano di manifestare i l0>0- entiirnenti pei!.essere troppo supe­riori alla intelligenza del' volgo-'ò tcoppo contràri aill'?in:teresse pai.r-ticolare di chi cercava sempre i sui!- itàwxtaggi negli errori altrui1 e negli altrui prègiuaSzi. 3?er questo WMl mirandosi della moltìtudi-iie, si contenevano nelle tàffete assemoioG de' loro scolari ed amici a ragionare di quanto credevano degno d loro discorsi e della loro filosofìr-a cnriosJtil,
Questo medésimo principio fu quello ohe indusse i Bardi ed ì Druidi a tenèi? secreta la loro dottrinai"' !' fiera persecuzione che Anassagora sostenne anche: ne' "tempi pifr colf, ed illuminati ed il tragico fine di Socrate fanno qfrgtòjftftm vedere quanto fosse peri-coioao il ragionare da.uomo illuminato, e l'annunziare quelle veri. tà. che fiati fco si oiipoinrono alla comune* Ignoranza e depravazione degli Uomini,. Pitagora che abbiamo di sopra ricordato, doò; di arerò visitate moltissime Regioni per -fare fsictnjfsto di dottrine si portò Hftéoefe in Egitto p(M* BOnsulare iSacerdoti di Mentì, eie ah