Rassegna storica del Risorgimento

LONDRA ; PARIGI ; CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; SANTA ROSA, PIETRO
anno <1915>   pagina <478>
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Teresa Bnttini
zi one al peccato, alla promessa ed alla redenzione, idea copiata da Miohelangiolo, che alla Sistina vi aggiunse il Giudizio, come complemento della Grande Epopea.
Stati un giorno a Birmingham, il 14, giorno di domenica, par­timmo per seguire la nostra via verso il paese di Galle. Da Bir­mingham passammo per una lunga tratta dì vasta ed incolta cam­pagna, dove a centinaia, direi a migliaia, sono sparse le manifatture di ferro, dove si fanno fucili, sciabole, coltelli e macchine a va­pore, e si lavora il ferro per le strade di ferro, e si fanno caldaie immense, ecc. ecc. Non si vede che una vasta foresta di camini, che vomitano un fumo cosi denso, che per quell' immenso piano l'aere ne rimane ottenebrato, e lo spirito rimane sorpreso in ve­dere una parte pur cosi immensa dello smisurato e maravigli oso teatro della industria inglese.
Poco dopo passando dal Warwick-shire nella contea di Slirop noi venimmo nel più vago paese, che si avesse ancora visitato ; dopo quel fosco aere del paese delle manifatture, io mi sentii ri­creato in rivedere il ciel sereno e l'aere puro, e non più una landa scavata qua e là, coperta di polvere ferruginosa, ma prati verdi e fioriti, ma campi onusti di messi, e giardini coperti di maravi-gliose piante, e amenissimi boschivi e or qua- or là comodi ed ele­ganti casini di campagna.
Poco prima di giungere a Shrewsbury, capitale di questa Contea presso al nume Saverna, noi vedemmo la bellissima villa di L. Ber-wich, già M. Hill, ministro a Torino, la qual villa è mirabilmente posta in mezzo ad un vasto e vaghissimo e eultissimo parco. Pas­sata la Saverna sopra un bel ponte di pietra, si giunse a Shrew­sbury, dove la sera noi dovevamo pernottare. È questa una pic­cola città, ma la più vaga, pulita ed elegante e pel sito e per gli edifici e per gli muniti accidenti, che intorno l'adornano, vera­mente il più giocondo sito che vedere si possa. Ella è sopranna collinetta di lieve pendio, la Saverna la circonda alle falde, e la chiude come un'isoletta, molti edilizi gotici ben conservati innal­zano le loro guglie fra le minori, pulite, moderne abitazioni, fra cui vedi per ogni dove spuntare un albero o essere frapposto un giardino. Fra la Saverna e la città è un prato amenissimo cir­condato da alti e foschi alberi, ch'è una maraviglia il vederlo. Il cielo era sereno e la temperatura in quel di quasi come la più mite d'Italia ; molto passeggiammo intorno a questa vaga città.