Rassegna storica del Risorgimento
DE MEESTER H?YO?L GIACOMO FILIPPO
anno
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1929
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pagina
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858
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Domenica Spadoni
del Regno italico era aggregato in grado non ultimo ad nitfie ette segrete libatali. Egli era in possesso del Catechismo della Carboneria anche del terzo grado e vi aggregava l'antico Giucofoi-no modenese facendogli far copia del Catechismo e comunicandogli i tocchi, i segni e le istruzioni, che,, almeno pei- i carbonari di primo grado, erano la facoltà di affigliare altri cinque, e il diviejò di porre in iscritto cosa alcuna riguardante la società, salvochèni cifra, e d'essere in più di due parlando di cose della società. Siffatta società, detta dei Carbonari beneficenti e avente il metodo d'aggregazione comune a quello dei Raggi o Centri e dell'Adeltìa o Filadelfia, era prohaoilmente una longa maivus dell'Adelfkt e pro-fcabilinente il De Meester era di questa uno degli affigliati.
Restaurata in Milano la dominazione austriaca il De Meester fu conservato nell'officio di Governatore del Collegio degli Orfani de' militari. Ciò nonostante egli, perseverando ne' suoi patriottici sentimenti, entrava, sia pure con prudenza, nella cospirazione militare che con l'appoggio de* massoni liberali, cominciò a prender corpo nel' settembre di quell'anno. Dagli atti processuali rimastine e dal contesto delle dichiarazioni degli arrestati, sia pur con le spiegabili alterazioni e reticenze, appare certo che: 31 De Meester, e direttamente e mediante il giovane avvocato e settario Gian Bernardo So veri Latuada, fu in contatto con i principali congiurati, e suggerì di dare un ordinamento più prudente e sistematico alla congiura con là formazione di comitati. Egli col Soveri e, a quanto pare, coli'ex gen. Teodoro Lech incaricò di missione rivoluzionaria per il Salfi e per la Corte di Napoli l'ex capo squadrone Ragani. In sua casa si tenne un importante convegno in Milano, a cui partecipò con animo subdolo l'ex gen. Gifflengas, nonché il vecchio giacobino piemontese Bonafo'Us, e doveva anche intervenire, ma non domparve, il bolognese principe Hercolani. iPer la riattiviamone della Guardia nazionale i congiurati aveano in animo di valersi del De Meester, suo antico organizzatore, non intendendo però egli assumersi l'incarico di comandante che dopo la prima insurrezione della Capitale.
Caduta la congiura per non aver alcuno accettato M mettersi a capo del moto insurrezionale di Milano e per avere il gen. Pino e il gen. Montanelli rifiutato d'esporsi prima che il moto fosse seriamente iniziato, atlétini dei cospiratori caddero ingenuamente in uu tranello, teso da un agente provocatore che l'autorità austriaca aveva frattanto sguinzagliato in mezzo a loro per penetrare la subo*