Rassegna storica del Risorgimento

RADICATI DI MARMORITO AUGUSTO ; GUERRA 1848-1849
anno <1915>   pagina <500>
immagine non disponibile

500
Achille Corbèlli
carattere compagnevole e per V ingegno vivace. Sempre nello stesso corpo nel 1828 otteneva la promozione a tenente, e già nel 1832 aveva raggiunto il grado di capitano. Nel 36, godendo di nn con­gedo straordinario di dieci mesi, intraprendeva coll'amico e compa­gno d'armi conte Scozia di Galliano un lungo viaggio attraverso all'Europa, visitando la Francia, la Svizzera, il Belgio, VOlanda, la Danimarca, la Russia e l'Austria, studiando l'organizzazione dei vari eserciti, assistendo a manovre, visitando arsenali, fortezze e caserme, sulle quali cose tutte riferiva in una relazione cbe al ri­torno in patria trasmetteva al ministero della guerra. Ricevuto dovunque colle più alte prove di cortesia e deferenza, egli vide parecchi dei sovrani e degli uomini più eminenti dell'epoca, e so­pratutto trovò accoglienze cordiali e lusinghiere presso la corte imperiale di Russia, ove lo Czar Nicolò I lo fece segno alla più speciale benevolenza. Di tutto quanto egli notò ed ammirò nei vari paesi attraversati, il Radicati lasciò una specie di re­soconto in una serie di lettere che inviava man mano alla madre, lettere di cui possiede copia il figlio suo conte Bmerico, alla cui gentilezza dovemmo di poterle vedere, interessantissime per la viva dipintura di luoghi, di costumi e di uomini, per l'acutezza delle osservazioni, per la svegliata intelligenza che danno a dive­dere nel loro autore, e che ci duole di non poter qui riprodurre perchè troppo ci allontanerebbero dall'argomento nostro.
Ritornato in patria, dopo aver dato conto al Re ed al ministro della guerra del viaggio compiuto, si trasferiva a Genova, raggiun­gendovi il suo reggimento, che ivi era stato mandato in guarni­gione. Durante la.sua permanenza presso quei corpo, che durò inin­terrotta fino al 1848, egli non tralasciò mai d'occuparsi di studi militari e di lettere, delle quali molto si dilettava. Fin dal 1842-aveva sposato la nobile signorina Eugenia dei conti Galli della Loggia, da cui al principiar della guerra aveva già avuto due figli. Devoto alla monarchia, non volle mai immischiarsi nelle lotte politiche che fervevano così aspre in quei giorni, nò far parte d'alcuna società segreta; pure liberale sincero, quando il suo so­vrano, data la costituzione, bandiva la guerra all'Austria, stacca­tosi dalla famiglia, marciò con entusiasmo alla testa del battaglione, a cui, colla nomina a maggiore, era stato preposto, e con valore combattè nei fatti d'arme principali, distinguendosi a più riprese, come a Santa Lucia, dove fu ritenuto degno che il suo nome fosse