Rassegna storica del Risorgimento
RADICATI DI MARMORITO AUGUSTO ; GUERRA 1848-1849
anno
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1915
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pagina
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501
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Lettere di un ufficiale piemontese dal campo 501
portato all'ordine del giorno dell'esercito e gli venne concessa, la menzione onorevole,1 e a Goito, dove ferito mentre guidava al ftioco il suo battaglione, si guadagnava la medaglia d'argento al valor militare.2 Curato in Brescia presso quella patriottica famiglia che furono i duchi Bevìlacquar cui lo legavano rapporti di parentela, venne ivi raggiunto dalla moglie, che gli recò i conforti delle sue cure affettuose: di là, non ancora del tutto ristabilito, contro il parere e le istanze dei medici, partiva nel luglio per il campo, impaziente di riprendere il posto che gli spettava nella lotta gloriosa. Accolto* con grandi feste da commilitoni e superiori,8 tra cui veneratìssimo da lui il Duca di Savoia, della cui divisione faceva parte, egli rientrava nelle file dei combattenti in tempo per veder cadere rapidamente tutte le speranze con tanto ardore nutrite; e dopo l'armistizio di Salasco, trascorso un breve mese di congedo a Torino, si trasferiva colla famiglia a Valenza, dove il reggimento dei Granatieri Guardie doveva svernare. Quivi, allietato dalle gioie della vita famigliare, pur dopo i disagi ed i dolori patiti, attese con non diminuito zelo all' ufficio suo, istruendo e riordinando quelle milizie che alle sue cure erano state affidate.
S?awicinava intanto il fatale 49. Come la maggior parte degli ufficiali dell'esercito, così anche il Radicati non vedeva troppo di buon occhio la nuova campagna che si stava per intraprendere con molta leggerezza sotto la pressione dei partiti estremi: non ignorava egli, come i suoi commilitoni, gli spiriti infiacchiti e lo scarsissimo fervore del soldato per l'impresa italica, che aveva già fruttato cotante delusioni, e ben sapeva che i vari corpi non s'erano interamente riorganizzati al riprendere delle ostilità e si risenti" vano ancora della sventurata guerra dell'anno antecedente.1 Nessuna fiducia nei capi che le avevano condotte all'insuccesso perdurava ornai nelle schiere, nessuna ne ispirava il nuovo condottiero che, col nome di general maggiore, veniva ad imporsi mal noto a gente a lui sconosciuta. Pur tuttavia, quando l'ordine di tenersi pronto a
v. Leti, xxiv.
* V.: Lett. XXXV e sogg. a V. Lelit. XXXIX.
4 V. Lett. XLIX, LI, e LUI. In fuosfc'ultima disperatamente egli esclamava: Voadra-t-ou combattre un contro dixt Oh pauvre pays, pauvre arinée et pauvre JRoi <ue le bon Dieu a frappé d'avenglemeut !. a .