Rassegna storica del Risorgimento
DE MEESTER H?YO?L GIACOMO FILIPPO
anno
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1929
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pagina
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879
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lì ifèlk iiò.j jttotàfttf 'mffpo. h Meù*tP 87
VJV promesso di ]T)l>Jicarlo in qualche giornate.:- lo IgftfóiféVsii: py?al-fjpo. ek il flao reptìibblicano, abbastanza Mé 4? fa; via. d*oi?ganfz-zazione pear parte uav era combaftjdàun'idea opportunità * di -calcolo momentaneo, nella, piale cedeva M soverchio . L'itei* a eu in. -gift allora aderiva Io stesso MaasM féìrg. di lasciare iNr pregtdìcata ;; questione della forma di governo ftnoj ;fll?esito della ;gnéEPà òl Garlo AlbertOs
Ma 11 De Meester contro siÉfaJito opportunismo dei repubbMcMv eike avean per ciò fraiio col non pubblicare H suo artìcolo, giè ifvc-dnto e annotato per la stampa dallo stesso Mazzini, ìaapermaiiva e- *(Tifaa, e tempèsa d'epstofe l'Apostolo genovese per riprei? Io seròitto,, )?rcsiiil'ejtd'0.si(jia con- ! Rovani sepubblicani gjjfeajrfiSBu forma ne eìà stsata da loro Covata Hfrappo avventata tiroppo assokifà p lo; scrittore eonsKÈÌet u. 0iondo. Stava l'esternare un tal {Radialo a* giovani che creevamoì ohe non annidasse die in essi forz.ii e energia;, sìanoi ;e coraggio? Stava ad un Tecchio d'anni 82 è mesi 10 ed infermo il fare essi gelosi d'esistenza in luì di tali qualità? Ma sono del temperanieni e della scnola di que' sommi che hanno fatto la grande rivoluzione francese nella fine del 1700 (23). Aveva, a suo dire, sollecitato la pubblicàsaone o la iréstituzioné -dL suo SÉftro'. rper aiegolaysi nel lÉbeniitì ad; slm scritto., eh'egli aveva già imrmii al tempo: ,M passaggio Svizzera deói' fflm/ws WMa Ée's
li De Meesìói, altera pii infervorata dea stesso; gi'arod Agì-iialore genovese* oletajo l'esempio H Francia, avrebbe óliito adontato iiumediatamenp dai ìiOmbardOfVeneti il gsemo repnbbtìca-no; credendolo, con semplicismo dotJinatio; di Tecchio esule, il migliore e il solo governo che può dare e sostenere una nazionale libertà e indipendenza . La condotta dei nostri Repnbblicani, egli scrìveva al Mazzini il 28 aprile* aceenie, il mio più terribile sdegno, ma non marterrisce, anzi mi rende più ardito nelTesserle di manifestare la mia opinione democratico-repubblicana, e 'voglio combattere i suoi nemici almeno con la voce e con una virulenta pennat non potendo alMméafi n'ei mio stato, di decrepitezza e d'infermità. Mio caro Mazzini, non lasciamoci sorprendere dalla viltà di questi nostri Oaporionì,. M non possiamo vincerla ora, sarà la
(aio, Jbettern ai Macini j Laguna, p irùjtgglo lfe; iOavfa e 3oztor in Miis-!.. Milnu. ceL BteorgJ.