Rassegna storica del Risorgimento

RADICATI DI MARMORITO AUGUSTO ; GUERRA 1848-1849
anno <1915>   pagina <506>
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rompeva, in una lettera del 9 agosto 3LS48 al figlio Emanuele, al­lora addetto al l'ambasciata di Londra, la marchesa Costanza. D'A­zeglio, poco dopo elle l'armistizio di Salasco aveva chiosa, e pa­reva per sempre, la campagna per L'Indipendenza italiana.1 Il diaria clte in forma di lettere alla moglie tennjB di quelle glo­riose e tristi vicende il Radicati, richiama sntanee alla mente le desolate espressioni di quella nobile donna, éni giorno per giorno, ora per ora, non pure dà una conferma di verità, ma aggrava colla vivezza del sentimento provocato dal testimonio diretto dei fatti. Tutte, o quasi, le cause maggiori che condussero alla mise­randa catastrofe, su cui una non benìntesa carità di patria spinse talvolta altri sorvolare, troviamo singolarmente additate, quale con più èèfra evidenza, quale appena di -scorcio, nelle nostre carte, eli assumono così la loro importanza quale fonte storica, dacché M veggono patitamente confermate in ogni punto da tante altre voci pur uon sempre a loro concordi.
D'alcune calunnie, che si levarono in quei giorni fortunosi a coprire d'obbrobio gli ultimi istanti d'uno sventurato monarca, e ad amareggiare e a render più difficili le prime ore di regno al suo successore, già il tempo ha fatto larga giustizia, è nessuno oggi oserebbe più sorgere ad accusare, come i .Milanesi d'allora, Carlo Alberto di tradimento., né tacciare il re- elie -ci diede una patria di tenebrosi pioni d'ambizione, come da taluno si ardiva di fere r troppo noti son gli atti di valore dei giovani principi Sa­baudi sui campi di Lombardia, troppo noto il disperato affrontare la morte dell' infelice re, nell'ora del disastro. Il Radicati, da onesto soldato, che non sa che siano calunnia e tradimento, non degna neppure Raccogliere quelle voci-r altrove egli ci addita le vere cause* le deficienze degli alti comandi dell'esercito, di cui piano e forte, in privato ed in pubblico, si mettevano in rilievo fin dal tempo dell'azione gli errori, e a cui non risparmiavano il biasimo né borghesi, né militari, riprovandone le lentezze, l'imperizia, e qualcuno anche le gelosie tra generali, come Emanuele D'Azeglio che, da Londra, nel luglio 1848, scriveva: ... On pourraii mal-keurewtemenb cimndre gue là bas Védifice pèclie par U sommet qui . avec beaucoup de qualitétt émimntes qui commaftdent le respeet,
> V. SowcMrs Hixtùrtques de la marquise Conetanoe D'Azeglio née Alfieri Turfo, Bocca, 1884.