Rassegna storica del Risorgimento

RADICATI DI MARMORITO AUGUSTO ; GUERRA 1848-1849
anno <1915>   pagina <512>
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512 Achille Corbelli
fiducia de' suoi sottoposti, e difettano 1 viveri spesso, le milizie nemiche non sono né scorate uè pronte alla defezione, e anziché sce­mare crescon di numero ; le difficoltà politiche interne dell'Austria non ne abbatton punto il vigore all'esterno; e gli aiuti, i famosi arati, che s'attendevano dalle jiopolazionì Lombardo-Venete, gli aiuti, che gli altri stati d'Italia aveva promesso alla comune re­denzione, vengono quasi interamente a mancare. È questo il tasto più doloroso da toccarsi tra tutti quelli che danno un suono in­grato nella storia delle vicende di quella guerra; ma la verità deve sapersi imporre anche a costo di qualche piccola ferita al­l'amor proprio.
L'appello generoso da Carlo Alberto lanciato all'Italia non trovò nei popoli quell'eco che avrebbe dovuto. Furono quasi co> vunque i governi che tradirono, ma furono anche i sudditi che non seppero volere. Ì3 cosa non più discussa ormai che, nonostante tutti i maxtiri subiti., nonostante gli eroismi di quei patrioti che affrontarono le galere e la morte, gli Italiani non erano preparati alla libertà, non erano preparati alla guerra, e tanto meno alla guerra sotto la monarchia e in favóre della monarchia. Alla lunga separazione, che li aveva resi stranieri gli uni agli altri, si aggiun­geva che le voci degli apostoli più ferventi, dai letterati più inse­gni, non avevano fatto che richiamarli alle tradizioni magnifiche di Roma repubblicana, di Genova, di Venezia repubblicane, intrav-vedute come memorie di un'età dell'ore della libertà, e non già sotto il loro vero aspetto di più o men tiranniche oligarchie. Virtù di popolo s'era gridato, e non virtù di re, e il popolo nei re non poteva fidare. E così, quando un d'essi cavallerescamente, leal­mente, si levò, rischiando tutto per ottener poco, l'esten dimento di un ornai scarso potere, poiché una costituzione glie ne aveva tolte le prerogative più alte, non fu capito, e dove anche, non fu creduto. B quando altri monarchi, tradendo la causa cui avevan giurato di sostenere, ritiraron le milizie prima ancor di lasciarle combattere,1 i popoli non seppero scorgere in quel tradimento che una conseguenza dello stesso principio regio, e nell'unico che per­severasse fermo nell'opera iniziata non seppero immaginare che un traditore futuro. È da stupirsi pertanto che, non appena la
fortuna regia accennò a rallentar l'ali, i Lombardi, che pur ave
1 V. ad esempio la lott. XXXIII sul richiamo delle9 milizie borboniche.