Rassegna storica del Risorgimento

1806-1814 ; VENEZIA-GIULIA ; NAPOLEONE I ; FRANCIA
anno <1930>   pagina <17>
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Le popolazioni buMo . llliHohe n
Vescovo del rito nazionale (15). Piene di espressioni laudative e cortìgià jBno 3 Pastorali dei Vescovi della Dalmazia ai Parroci, scritte nel 1806, ed àny.i in quella del Vescovo di Sebenico, Michele Matteo Spalatili, troviamo l'espressione Nazione Dalmata , che traduce esattamente Vlttitrìmw dell'Imperatore. Inutile avvertire che tutte le Pastorali (sono ben dieci e precisamente- quelle dei Ve­scovi ài Sebenico: di Macarsca, Narenta. Vèrgovaz e ImoscMj di Traftj di Scardonaj di Ossero; di Nona; del Vicario generale di rito greco' slavi ano , rdl;; Me :: M Veglia; di Lesina e Brazza) sono redatte in Italiano, piuttosto cerimonioso e prolisso, ma buono, con sgualcì- errore qua e la, probabilmente di copiatura. Nel 1808 però là MtUazione doveva essere mutata, perchè in qualche rappor­to si accenna a ribellioni da parte del clero, sebbene i Vescovi aves­sero ginrato fedeltà al govern nonostante gli intrighi del furi­bondo Vicario di Nona .
Nulla di particolare ho trovato nelle Relazioni dei Vescovi illi­rici al Papa. Esse erano del resto giudicate insufficienti dalla stes­sa Curia vaticana, la quale avrebbe voluto essere dettagliatamente informata, per sapere se il popolo era docile e fedele ai principi re­ligiosi oppure incline alle novità. Pare che i fedeli non fossero mi­nimamente intaccati dalle nuove dottrine, pur non mancandovi de­gli immorali e degli irreligiosi, fortunatamente pochi. I prelati in­vece lamentano Vinsufiicienza dei mezzi, per provvedere ai bisogni delle chiese, guastate dal tempo e dalle guerre, nonché il brutto uso di insegnare -M Catechismo in lingua illiricàdwi a termini d'un le­gato del sec. XVII, ed avvertono, a tale riguardolche ciò non pre­senta alcun vantaggio, intendendo tutti la lingua italiana ; si dolgono che poco si conosca la lingua dalmata corretta (16), nel­la quale sono scritti i libri, sacri, di qui la scarsa conoscenza teolo­gica del clero ; deplorano infine che spesso fra cattolici e greco-sci­smatici nascano litigi e vie di fatto, provocati da quest'ultimi, ed
(55) Cancelleria pontificia; Belatone del Vescovo di Segna e Módrussa.
(18) Probabilmente devesi Intenderò la parlata dalmatica o antica neo-la­tina M :!'). Bsvrfcoll, Due parole stri neolatino indigeno m Datomi a. RMsta dalmatici) ÌÓOO), la quale era corretta! per significare fórse die si era appropriata vocaboli di altre lingue. Per -lingua illirica devesi intendra.-e una mescolanza di parlate slave.