Rassegna storica del Risorgimento

1806-1814 ; VENEZIA-GIULIA ; NAPOLEONE I ; FRANCIA
anno <1930>   pagina <22>
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fu intpediia. .lJejìtyata in ìùJM di giornaiì i.estuici,, avversi I renu*;. lamtìhttfi da toquettM di ;dtèM. e: -ài, fàutafa. In Uìàra OSSoi la Italiota dà il coniingMtljtleUe l'onte uatiàfteUe1 iit, Atalia. HHi,000 uomini. Benjsa. contare- i]iii-Ili ckc rttovaoisi in Tiroio),- e ripeta idlie ,1.0 diser­zioni fra qnelle' pillale sftnfr frequenti : ricorda ytòemoi sommosse scoppiate in, felcamonica, già" irepresse, avvertendo che erano, ap­poggiala da peajstìttè facoltose* attcctifisinie all'Austria pO).
SJ Rileva cjii vai! rapporti che la jCsrOy pur mantenendosi!, in lì­nea generale; ÉranqniiÈflj diefitìj In qtialclie momento., parecchio' da pensare alFautoritìW. La condotta efei; saeerdotij leggo un rapp.~j io della Polizia del 1S05, pur non èssendo ittiya, ets seiape ; fisauy-brosa ed intraprendente;, com appariva da certe t eoiJventie;dM apparentmente religiose, in sostanza politiche. Ve n'ù uno poìttfefe l'anno seguente, aéeoudo il quale i sacerdoti figurano quali i: più ùtè-csmM awersaaji: 'cféL- regiiae. Due anni dopo, alcuni di essi si manten gono ancora ribelli, primo fra essi il Ripario d Jtoaìn iDalniaMa; così negli anni die .seguono, essendo le loro agitazioni, conio* i Rela­tori affermano, fomentate dàlia 'Joi-te di Koma. Xè tacere, a propo­sito della condotta dei1 clero, clie uel 1807 un parroco in qnel di Pa­dova era stato accusato d'avéne aggiunto. ai nome di -à'apoteone.v gli epiteti di ladro ed assassino. Si accenna qua e là. di sfuggita, alla deportazione in Corsica di preti refrattari.
Uon dissimili giudizi sono espressi circa le Congregazioni reli­giose, sebbene, parlando in generale, sieno ritenute ossequienti i non pericolose. Si aderte però che alcune di esse, in particolare quella intitolata al lome1. i Gesù, agiscono clandestinamente e si riuni­scono anche di notte ; per tali motivi, oltreché per il fatto che sono composte d'un numero rilevante disocii' :ehied:e che sieno soppres­se o, almeno, seriamente vigilate.
Tra i nemici del regime erano poi da aggiungersi i fautori del­l' Austria, i quali portavano dei casati autorevoli Essi se ne stavano zittì in tempo di pace ; ma basava <lie la guerra divenisse imminente e, peggio ancora, che, come Jeqentemente avvenne corressero voci di sconiitte napoleoniche, perchè sbucassero da ogni parte: e, con la loro propaganda, tenessero desti ed eccitati gli animi. A tale propo­sito, ricorderò che a Bologna nn decreto del Fieer-è ;(1805) istituì un
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