Rassegna storica del Risorgimento
1806-1814 ; VENEZIA-GIULIA ; NAPOLEONE I ; FRANCIA
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1930
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tt.o-, elie possa darne un'idea caratteristica . Nel dipartimento di Passariano alcune voci allarmanti hanno talvolta circolato...; ma non vi furono ricevute con quella persuasione, .eàe caratterizza ano spirito contrario al governo. Bosto altronde in ctìtatto col confine austriaco, troppo facilmente potevano insinuarsi delle false voci ; ciò non ostante, non accadde ivi d'istituire alcuna procedura politica per tìtoli, d'alta Polizia. La coscrizione non incontra gravi ostacoli ; e se uno sguardo si getta sullo stato dei delitti comuni, non si vede che sieno frequenti e gravi . Pia fedeli e tranquilli, sotto ogni riguardo, appariscono quello del Taglia mento e quello del Piave, ove lo spirito è piuttosto propenso all'attuai ordine di cose ; rispettate le leggi, non assecondati coloro, che vorrebbero impedire la coscrizione, pochi e di scarsa entità i delitti comuni.
Da altri rapporti dello stesso anno Si rileva che, in complesso, la situazióne era buona e sarebbe stata migliore, se non fosse esistita una sorda, tenace opposizione del clero al regime ed un'invincibile contrarietà degli abitanti alla coscrizione militare. Si ricava inoltre che nel dipartimento di Passariano correva voce della cessione di Trieste e Fiume, da parte dell'Austria, al Segno italico; che al di la dei cenine, in territorio austriaco, v'eran numerosi ed attivi emissari, incaricati di favorire la diserzione delle milizie italo-francesi, occupando poi i disertori nel lavoro dei campi in Ungheria; si accenna a qualche sbarco, senza conseguenze, degli Inglesi in punti della riva adriatica, al diffondersi di libelli ingiuriosi contro .Napoleone, ma, nel complesso, nonostante le voci di continui armamenti in Austria e della probabilità di prossime guerre, la situazione generale apparisce confortante.
In quanto al correre di voci, fantastiche Mrca pretese sconfìtte francesi, la prigionia di Napoleone e la marcia dei collegati su Parigi, tutto ciò era, si può dire, all'ordine del giorno, specialmente durante la campagna del 1809, la quale, come apparisce dai rapporti, da me esaminati, aveva fatto concepire grandi speranze alle popolazioni, che da qualche tempo covavano la ribellione ed attendevano il segnale per rivoltarsi. Tale situazione apparisce da più memorie scritte, e certo non poteva essere molto lieta per l'Impero e per il Regno italico, tanto più che, in un primo tempo, il Viceré, disfatto a Bacile, aveva dovuto indietreggiare fino all'Adige, la Dalmazia era rimasta isolata e nelle Provincie venete gli Austriaci la