Rassegna storica del Risorgimento

1806-1814 ; VENEZIA-GIULIA ; NAPOLEONE I ; FRANCIA
anno <1930>   pagina <24>
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24 GeTMo Cassi
tt.o-, elie possa darne un'idea caratteristica . Nel dipartimento di Passariano alcune voci allarmanti hanno talvolta circolato...; ma non vi furono ricevute con quella persuasione, .eàe caratterizza ano spirito contrario al governo. Bosto altronde in ctìtatto col confine austriaco, troppo facilmente potevano insinuarsi delle false voci ; ciò non ostante, non accadde ivi d'istituire alcuna procedura politica per tìtoli, d'alta Polizia. La coscrizione non incontra gravi ostacoli ; e se uno sguardo si getta sullo stato dei delitti comuni, non si vede che sieno frequenti e gravi . Pia fedeli e tranquilli, sotto ogni ri­guardo, appariscono quello del Taglia mento e quello del Piave, ove lo spirito è piuttosto propenso all'attuai ordine di cose ; rispet­tate le leggi, non assecondati coloro, che vorrebbero impedire la co­scrizione, pochi e di scarsa entità i delitti comuni.
Da altri rapporti dello stesso anno Si rileva che, in complesso, la situazióne era buona e sarebbe stata migliore, se non fosse esisti­ta una sorda, tenace opposizione del clero al regime ed un'invincibile contrarietà degli abitanti alla coscrizione militare. Si ricava inoltre che nel dipartimento di Passariano correva voce della cessione di Trieste e Fiume, da parte dell'Austria, al Segno italico; che al di la dei cenine, in territorio austriaco, v'eran numerosi ed attivi emis­sari, incaricati di favorire la diserzione delle milizie italo-francesi, occupando poi i disertori nel lavoro dei campi in Ungheria; si ac­cenna a qualche sbarco, senza conseguenze, degli Inglesi in punti della riva adriatica, al diffondersi di libelli ingiuriosi contro .Napo­leone, ma, nel complesso, nonostante le voci di continui armamenti in Austria e della probabilità di prossime guerre, la situazione gene­rale apparisce confortante.
In quanto al correre di voci, fantastiche Mrca pretese sconfìtte francesi, la prigionia di Napoleone e la marcia dei collegati su Pa­rigi, tutto ciò era, si può dire, all'ordine del giorno, specialmente durante la campagna del 1809, la quale, come apparisce dai rappor­ti, da me esaminati, aveva fatto concepire grandi speranze alle po­polazioni, che da qualche tempo covavano la ribellione ed attende­vano il segnale per rivoltarsi. Tale situazione apparisce da più me­morie scritte, e certo non poteva essere molto lieta per l'Impero e per il Regno italico, tanto più che, in un primo tempo, il Viceré, di­sfatto a Bacile, aveva dovuto indietreggiare fino all'Adige, la Dal­mazia era rimasta isolata e nelle Provincie venete gli Austriaci la