Rassegna storica del Risorgimento
1806-1814 ; VENEZIA-GIULIA ; NAPOLEONE I ; FRANCIA
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1930
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Miliare nelle popolazioni venete ogni senso non tanto di libertà, quanto di jSritioa e di controllo politico, abituandole ad accettafifti come buono e perfetto, quello che un governo/che 'aveva tutte le parvenze d'essere infallibile, loro concedeva.
Si può quindi affermare cbe, :ad eccezione dei patinai iscritti; al Libro d'Oro , unt vista politica uon esistesse per i popoli della .Serenissima . nei quali si venne necessaria mei 11 e l'orinando una psiche rigidamente conservatrice, direi quasi reazionaria, che consisteva nelPapprovarc e4 accogliere, senza discussione, quanto nn pi-ov-viido goiterno faceva loro piovere dall'alto professando nel < ontem-po nn,ijp[diici.bille inversione contro le novità ed i mutamenti, tanto più profonda, quanto più. coloro, che si proponevano di cojiscguirli, si mostravano disposti ad usare mezzi violenti. Come dnnqne gli avvenimenti della grande Rivoluzione e le vicende, che seguirono, trovassero del tutto impreparate le popolazioni venete, è facile comprendere, e, peggio ancora, quelle italiane ed ili indie, soggette alla Bicipite* MiÉ 1807 i Padovani, non sapendo a die jartìito appigliarsi per SMcenare una dimostrazione contro i Francési, ostentavano le loro simpatie per i Russa, una Divisioue dei quali era di passaggio per la élttà, senza tener conto che allora lo Czar era l'alleato di Napoleone (8J;..JL Verona nel 1808 si cospirava per restaurare la Repubblica di San Marco, come se questa non fosse ornai morta e Sepolta (28) : proposito che risorse, sia pur debolmente, quando apparve imminente e sicura la rovina dell'Impero.
Contro le idee dell'Ottantanove scoppiò dunque,; irrefrenabile, l'indignazione generale delle popolazioni venete* la quale si accanì contro i pochi traviati, che tali eran giudicai i cosideM novatori*.. E perciò il dominio francese, ancorché indirettamente esercitato, èra dai Yeneti e dagli mirici semplicemente subito ; onde, per reazione, visto 'e 'considerato che lai a Serenissima era stata, fin dal maggio, costretta ad una fine liiigl'Q'rSósa tale da non permetterle di risorgere* come 1* Araba Fenice, dalle sue ceneri, gli animi dei cosi-deftsi benpensanti cominciarono ad inclinare verso un altro governo, il quale, per la saldezza e l'austerità, per la forza della tradizione, era runico chiamato a sostituire quello di San Marco, il governo dell'Ausk'ia, e andarono sèmpre piti coltivando le proprie spe-
(27) BtnuTX), ite! movimenti tosuirezIoiiMlil; nel! Veneto, sotto E dVoiultilo na-prteonlco."e spedolmefite del brigantaggio DoUiEltìo; -.aei.; J8Ó9, feiwsi. 1899. (2S1> Braxo, Òj). étt.