Rassegna storica del Risorgimento

1806-1814 ; VENEZIA-GIULIA ; NAPOLEONE I ; FRANCIA
anno <1930>   pagina <45>
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dove un inip. eli oia g la oMPjéiavitn fu Miniata x'oa orazioni accademiche e sacre, con versi j con balli, con inusìélifo coir spetta? coli . co-, ogni maniera di feste-, M Soave {che nel fefi ;e.a jìatia nitìacciattt di grave punizione fierone ora stata l'ultima terra, del Veronese ad abbassare lo stendardo di San Marco, e fu salvata dal­l'intervento del parroco) fu da meno delle altre teiatéi 11 Karone di Kerpeu, che nel gennaio 1798 éttpavn a prendere il possessi di quel cartello, vi veniva, accolto àuspice 11 parroco, con feste trionfali e componimenti poetici, li smi. lode.** Éiocbl, assai pochi erano gli amici 'delia Sbisi.?9 ;.. Lo stesso si ripetè nelle altre città ve­nete lei 1813-1 i.
Ita 8 paò; del <re>to negare che proprio nessuna manifestazione' di sentimenti :d!iudiipeiii;dena avesse luogo a Veezjia:v il Pilot (35) ricorda infatti che nel novénilm 1813, appena iniziato il blocco della .cjià,: si sparse la i?oce che la paè :eia stata segnata e ehe iu forza di essa, la città dei Dogi sarélihe divenuta la capitale d'un Itegno adriatico . Game si vede, più che pensare all'unità nazionale, si va­gheggiava Pindipendenza, ma sempre entro i limita del cessato do­minio della Serenissima . Ed il Bullo (36) afferma che parecchi patrizi speravano nelVAustria e nell'Inghilterra per iscuotere il gio­go francese e costittjiire nno Stato indipendènte, aggiungendo che, a tal fine, veniva profuso l'oro britannico.
In conclusione, mentre si vagheggiava l'nnitàS 5'ìndipendenza della Patria ed il Bonapartèi dapprima eomev generale* poi come-imperatore, avviò per tal via la sua azione politica nella Penisola, proprio dentro quel Kegno, che (ètra, comunque, una bella promessa d'unificazione nazionale, gli animi movevano verso orientazioni di­verse, senza dire che anche a Milano ed in tutta la Cisalpina discor­di erano I pareri, comey pur troppo, apparse al moment dell ,gaV celo deirìniipefeo., .cioè quando occorreva essere più. uniti che mair" per salvare il poco che si poteva salvare dalla rovina generale, os­sia il Regno italileov iSia pure ridotto di territorio e di forze, sotto un. principe autonomo, garantito dalle potenze. L'aspirazione non era senza precedenti, perchè infatti, nell'imminenza del crollo del­l'Impero, al Viceré, era aiate, a Verona, dal Principe La Tour e
(8é) Sette lèttere: inedite M Giuseppe Polli a GHangJjieomo Dionigi, p.i-g pugnatore; 1883. (8 Op. clt. (86) Op. Clt.