Rassegna storica del Risorgimento

1806-1815 ; NAPOLI ; FRANCIA
anno <1930>   pagina <52>
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1813, lamentano l'ingordigia degli invasori e riferiscono le proteste delle popolazioni. Verissimo 1 Ma non bisogna osservare la medaglia solo nel rovescio ! Anclie dai diarii, lasciateci dal Cròmo, dal I>oca-tello, dal Della Forza, che non manifestano softetffclìiè simpatie per 1 Francesi, risulta die il Frinii si stava seriamente organizzando se­condo le nnove idee e che; delinque sórgevamo le Muni<àpalita> an­nunciando un'era nuova. Per mettere un freno alle vessazioni del­l'esercito, il Mnnieiptèttdinese domandò udienza al Bonaparte, ed ebbe da lui rassicurazione che il Generale Berriàdottè non avrebbe più molestato quelle popolazioni, che molto [speravamo xlalla nuova situazione. E così fu fatto. Intanto segnavasi la pace di Campofor-mido e vennero gli Austriaci; i quali fecero subito rimpiangere il precedente regime, tanto che nel 1805 i Friulani salutarono con gioia il ritorno del trionfatore di due imperi (51).
Il canonico Degani, in una delle sue Conferenze (52) ricorda che, al crollo dell'Impero, allorché gli Udinesi chiesero al Coman­dante austriaco di mitigare le .'Condizioni imposte circa il riforni­mento all'esercito invasore, ebbero per risposta che i Friulani avevano ancora da scontare un peccato, quello Éì; memi. el 3SG.-espresso sennìéniÉ giacobini, arso il glratto dell'Imperatore (d'Austria, ben s'intende) e fatto, su anatre le campane a festa per la ritirata del Principe Giovanni .
Si noti poi che le manifestazioni democratiche del popolo friu­lano non erano, in massima, impedite dalla nobiltà e uoppure, avvei!.-sategà il che sarebbe ayiuliO,, se essa, come quella dell'Illirico, avesse trovato nel governo dei Dogi un saldo appoggio. Tutt'altro ! La nobiltà, del Friuli veneto fu sempre malvisa, disprezzata, talora combattuta, .riguardata- quasi straniera all'Italia, tenuta sempre in disparte dal patriziato della Dominante e dal governo di San Marco. Vero è che ciò avveniva presso a poco per trutta la nobiltà di Ter­raferma, ch'era, in gran parte, d'orìgine feudale e di provenienza transalpina; ma occorre anche ricordare che il Friuli, ossia l'an­tico Ducato, che diede all'Italia il. primo re nazionale del Medio Evo, Berengario I, poi divenuto principato ecclesiastico col nome di Patriarcato d'Aquileja, godette, per secoli, un'alta autonomia e,
lisi;; u sìiH'nugoiJUMJiiw ohe : 2Amrmi. I FtitiacosI In Friuli (Memo rie Storiche foroglulleai. 1014). (52) Op. <-Jt. (58) Per notizie sul PnriAméilto friJulniia, consultare :gtt simii 4 MMM.