Rassegna storica del Risorgimento
1806-1815 ; NAPOLI ; FRANCIA
anno
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1930
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pagina
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53
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Lù popòlatqni Giulio - Miriate 53
governato da un léimenttf suo ptopiti (à costituì Dell'età di Miezzo Hi ben deftnìta jìai)t p.dll'gicóanimiiiisti'atifaij, 'tìitire-chè spirituale, che Jtòkìtre terre emjfee; iion conascevanOi ad écce xioàe del Priaeìpalio.'-veseoi'ile di Trento : una personalità, cue Venezia a stento iuscì a sopprimere nel 14220 0 solo (per /supremi ino> lavi di sicurezza politica,, :.e j.eh;In penduta soltanto a malincuore e con risentimento, per timore elfi peggio j().
JPertanto i discendenti dagli antichi feudatari friulani, visto é Considerato die nel JT!)7 il governo, oliera minacciato di rovina, era quello (aerasi'sempre manifestato vergo di loro più nemico ishé amico, restarono* ìfltconi plesso. ìndiffei'er dinanzi alla marea rivohiziioriaria, cliè M;olgeva: iiipi 15uropa, lasciando, àbe 41*30 ;i;:oil(o. tesse libero fogo faSr,suoÌ; naturali sentimenti, tanto più CIH* non si presentavano in forma tale da incutere spavento. Anche le ma-nìfestazloji svtirmàs[r ;(p la Serenissima , che pur non erau mancate, egao state eli carattere iopolare.: e questo non nel solo Friuli, ma in ogni terra, dove prima sventolava l'insegna di San Marco; =Nè si può affermare che !feurte'la ì. nobili friulani restassero inerti dinanzi:ai ir.rane.esi, ffecchè al'cii;M" credettero uscire dal riserbo impostosi,, per far buon viso al Bonaparte, sia pure per avversione al governo dei Dogi.
Fatto si e che,, per fius-iompiesso di ragioni, che mi sembrano evidenti, m vincitore d'Si'cble e del Tagliavento raccolse sempre nel Friuli veneto delle simpatie superiori a quelle, ch'ebbe negli altri paesi della Serenissima . Non nego che anche nell'Illirico qualche famiglia nobile, oltre gli intellettuali e gli idealisti, favorisse, per odio contro la Bicipite, il gran Capitano: ma gli esempi son meno frequenti, perchè, in sostanza, i blasonati d'oltre Isonzo trovavano nell'Austria un valido appoggio, cosi che il popolo era addirittura d> praffatto e quasi schisavo dello Stato e della nobiltà ad un tempo, incapace quindi della minima reazione, pronto anzi a servire sempre chi lo dominaYfl!? P. Dandolo illustrò già esaurièntemente lo condizioni, sotto il rispetto agricolo e morale, dei Dalmati; in quanto al territorio alla sinistra dell'Isonzo, non so se sia noto a tutti coniey fino a pochi anni or sono, i patti colonici costituissero un iniquo anacronismo e come soltanto a fatica fossero mutati. In poche pa~ roli i due governi, l'arciducale ed il veneziano, -avevano applicato,
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