Rassegna storica del Risorgimento

1806-1815 ; NAPOLI ; FRANCIA
anno <1930>   pagina <61>
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il Bazzoni nei snojhlìoniani iJiJgiì -r in <, paragona gli inva­sori d'Italia, M ÌW-97 ai cosidetiifc libratoli 'dell'Eliade fra la seconda e terza guerra punini : come i figli di Hoina,; egli sostiene, andavano ad apprendere, oltre Jonio, la. civiltà non ad insegnarla, così i repubblicani di Parigi, scendendo fra. noi Tgtiti secoli dopi. Orbene* qni è necessario intenderci, per non ripatere delle afferma­zioni troppo facili e troppo generiche, che nulla spiegano e nulla concludono.
Quanto esposi, sulla scorta di documenti, nel capitolo secondo TD pace sta succiente per dimostrare là scarsa maturità, politica delle popolazioni del Regno italico e doli e Provincie iUiritìttèi gfèrso il nuovo regime inaugurato dal Bonapairté, accettato da pochi mi* tanto, da pareccM avversato, da molti guÉìfei il che è confermate dalle notizie, ormai acquisite alla storia, di cui tenni eoutn nel feerz' capiìtofe. l quale ci offra altresì la spiegazione del fenomeno, ricordando i mille irriducibili antagonismi regionali, provinciali, municipali, che tenevano; sospesi ed occupati gli animi e che li met­tevano in urto l'inno con Ifrltro facendo perdere di vista la comune idea suprema, l'indipendenza, e l'unita della Patria.
Strano si è che la regione lombardo-veneto-i 1 litica, mentre fu quasi sempre agitata durante l'età napoleonica, nonostante 11 rigore del nuovo regime, si rasserenò, e parve tranquilla, sotto il go.Yerno della Bicìpite, Perchè? La spiegazione non è difficile. I pionieri delle nuove idee s'erano, per abbattere le aristocrazie, appoggiati alla borghesia e al popolo, inalzando coloro tìhe> si ritevano, s'anche non sempre erano, maturi al nuovo governo. Di qui eccessi e disordini, non mancavano gli esaltati né i profittatori, e spesso ogni villano riusciva, parteggiando, a diventare un Marcello. 11 che costituii altresì una novella attestazione di .quella inàdueibite . tradizioni indisciplina, che in ogni età fu la causa prima e precipua dei nostri malanni. Il dominio franco-napoleonico era quindi, più. veramente che un'occupazione straniera, una tutela, dalla quale potevamo e dovevamo affrancarci. L'Austria invece non guardava hi faccia ; nessuno, ed aveva aggiogato al suo cancro nobili e popolani, dotti ed illetterati, su tutti premendo ugualmente con la forza delle leggi e delle armi ; e ad essa tciascuno aveva finito, spinto o :0oWtlf 'Cóli) piegare il collo, se non alttfOi- peWlnV ne (detàvava per rutti ordine e tranquillità.