Rassegna storica del Risorgimento

1806-1815 ; NAPOLI ; FRANCIA
anno <1930>   pagina <66>
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questa uuicameój fondate* e che perciò occorri* una volta per sem­pre mettere eia banda i vani idealismi e passar sopra alle gare muni­cipali e regionali.
Come si potjvayrt C'ondizioni, sperare* nel 1 Sl--Alte l'ISu-EOpia aceog1ies.se I voti del partito; degli lindipendeni che chiede­vano si conservasse il Regno italico, se la richiesta veniva da pochi, ancorché eletti? Ecco perchè la Commissione, mandata a Parigi, fu ricevuta solo a stento, ed ebbe dalla Russia vane parole, molti con­sigli dall'Inghilterra, minacce addirittura tlalFAustria. mentre 'i Prussia chiese, ahiuiè di (inanii .soldati potesse disporre il Re­gno [; uè le trattative con Lord Bentinlc e con i Generali Pai-lane e Wilson, per un intervento diplomatico" britannico, poterono, in tali condizioni, approdare ad alcuna conclusione (80).
Non si tenevano, al di 1 delle jpi, in alcuna considerazione i nostri presunti sentimenti di lihertaV nazionale, perchè mm si scc*4 geva lai èssi una vera direttiva né alcun principio di ordine è di di­sciplina. Pi rei anzi che tormento maggiore del Bonaparte generale, appena sceso fra noi, dev'essere stato quello di farci comprendere che, sé volevamo essere veramente liberi, ossia di fatto e non di pa­role, dovevamo anche essere wf i 11 che ei'a ini possibile a conseguire senza una sana disciplina. Mostrò infatti che tale era il suo pen­siero, quando, nel 1800, superato il Gran San Bernardo, scese in Lombardia e si presentò ai Milanesi a Torta Ticinese* dove ai de­magoghi, corsigli incontro come quàtti-'anni prima, per far nuova­mente gazzarra e carpir nuovi favori, rispose loro osai faccia mu­tata, impartendo severe istruzioni, improntate a giustlia ed a rigore (81).
iEustria traendo profitto da tutti e da tutto, promiise nel 1814 ordine e libertà, ma cominciò ad opprimere, disilludendo i suoi stessi corifei r onde un sordo mormorio e un desiderio di -sfe volta, soprattutto nei già combattenti dell'Armata napoleonica- Ma ecco che nel settembre. M(4. nqne mesi dopo che la Bicìpite s3erar nisiraniente insediata in Lombardia, si sto ordendo la prima con­giura, è ne sono iniziatori dei militari, due bresciani, il Moretti-ed 51 Pavoni, ed un friulano, il Colonnello Oliai di Pinzano sul Taglia-mento. Là metropoli loni'harda darai immediatamente il maggior
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